SALVA CASA , APPROVAZIONE MINICASE E SEMPLIFICAZIONI CAMBI DESTINAZIONE CONSENTANO RIEQUILIBRIO SOCIALE PER EVITARE RISCHI SCONTRI SU TURISTIFICAZIONE, GOVERNO ACCOMPAGNI TRASFORMAZIONE IN ATTO DELLE CITTA’. ABBAC CHIEDE EMENDAMENTO SU MONITORAGGIO CAMBIO DESTINAZIONI E TUTELE RICETTIVA’ EXTRALBERGHIERA FONDAMENTALE PER MANTENERE BILANCIA ECONOMICIA DEL PAESE
La denuncia dell’Abbac: “Spuntano a Milano e a Roma, ex negozi trasformati in abitativi e destinati a ricettività turistica, per l’Abbac rischi di dequalificare offerta ricettiva del settore ed aprire ad ulteriore farwest
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Decreto Salva Casa, conversione in legge con gli emendamenti approvati in commissione ambiente, in attesa dell’approvazione della Camera, bene semplificazioni che risolvono annose problematiche urbanistiche sul patrimonio immobiliare privato, ma Governo, enti locali colgano l’opportunità, con la riduzione dei parametri urbanistici come nel caso delle minicase per ripristinare equilibri tra domanda ed offerta e calmierare costi locazioni – è quanto dichiara Agostino Ingenito – presidente nazionale dell’associazione rete extralberghiera italiana Abbac.
Dall’Associazione nazionale anche richiesta di chiarezza su facili cambi destinazioni d’uso per ex negozi e scantinati, per evitare speculazioni e vincolare scelte per locazioni lungo termine che potrebbero mitigare le esigenze abitative dei residenti e fuori sede con applicazione accordi territoriali comunali da rivedere.
Salvaguardare il diritto di proprietà con libertà dei locatori di optare per le varie tipologie di locazione ed al contempo ripristinare equilibri con analisi puntuali sul patrimonio privato e pubblico, individuando incentivi fiscali e supporto nel caso di morosità. Bisogna senz’altro evitare squilibri sociali come già in corso in alcune importanti città internazionali interessate da flussi di turismo di massa ma non ci stiamo a mere posizioni ideologiche, occorrono scelte che non devono pesare sui proprietari immobiliari.
Ecco perché nelle more della conversione in legge del decreto chiediamo l’ istituzione di un osservatorio interministeriale per affrontare le problematiche in corso tra emergenza abitativa e crescente domanda turistica che non può essere arginata per problemi strutturali di mancate scelte su fabbisogno abitativo. Serve monitorare la trasformazione in atto nelle nostre città e garantire risposte concrete sul fabbisogno abitativo di lavoratori, studenti e residenti, che non possono però solo dipendere dalla disponibilità del patrimonio privato degli italiani.
La desertificazione industriale in atto e il richiamo turistico del nostro Paese, spinge verso i servizi, e gli italiani che da sempre credono nel mattone ed investono, devono poter trovare riscontri economici dalla ricettività turistica. Al netto di abusivismo e speculazioni, l’extralberghiero e il mercato delle locazioni brevi sta garantendo gettito all’Erario e ai Comuni tra tributi e tasse e favorire filiera economica diffusa – continua Ingenito – Nell’ultima finanziaria, il legislatore ha introdotto anche una cedolare secca al 26% per le seconde unità abitative date in locazione breve, oltre a rafforzare obblighi di adempimenti burocratici come per il codice identificativo nazionale e la banca dati oltre al rispetto delle prescrizioni urbanistiche. Garantire ospitalità integrativa a quella alberghiera non sufficiente, costa e non poco agli italiani che vogliono mettere a reddito turistico in modo regolare il proprio immobile. Lo palesano l’ aumento delle aliquote Irpef per chi gestisce strutture ricettive con servizi e aumento al 26% di cedolare secca per la seconda unità abitativa a locazione breve oltre ad uno smisurato aumento dei tributi locali come la tari e i costi energetici, a cu si somma per i comuni il gettito di imposta di soggiorno che i gestori sono obbligati a versare agli enti locali per conto dei turisti e con risorse spesso utilizzati per coprire esigenze di bilancio comunale piuttosto che destinandole esclusivamente al servizio turistico – conclude il presidente Ingenito

