Le dichiarazioni del presidente Abbac, Agostino Ingenito, inviate al Commissario Prefettizio che regge l’amministrazione comunale, evidenziano diverse preoccupazioni riguardo all’introduzione delle imposte di soggiorno.
Innanzitutto, si sottolinea la necessità di una comunicazione più trasparente e collaborativa tra l’amministrazione e le associazioni di categoria, per poter sviluppare un regolamento comunale che possa monitorare e valutare l’impatto di queste imposte.
Inoltre, viene espresso il desiderio di evitare l’introduzione di tali imposte in un momento di transizione amministrativa, auspicando che una nuova amministrazione potesse lavorare insieme a tutti gli attori del settore turistico per creare un programma condiviso. La richiesta è di garantire che le risorse derivanti dalle imposte siano destinate esclusivamente a migliorare l’accoglienza e l’ospitalità turistica, piuttosto che essere utilizzate in modo generico.
In sostanza, si chiede un approccio più inclusivo e strategico per affrontare le sfide legate al turismo nella città di Avellino.
Dal 1° gennaio 2026 anche la città di Avellino si adeguerà alla normativa nazionale introducendo l’imposta di soggiorno a carico dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive del capoluogo. L’iniziativa, annunciata mesi fa dalla commissaria prefettizia Giuliana Perrotta, ha l’obiettivo di creare un fondo da destinare alla promozione del territorio e allo sviluppo del turismo locale.
Il regolamento, composto da diciannove articoli, stabilisce che la tassa sarà calcolata sulla base della tipologia di struttura e del numero di notti di soggiorno, fino a un massimo di cinque consecutive nella stessa struttura. In particolare, le tariffe saranno le seguenti:
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Hotel: 1,50 euro a persona per le strutture fino a tre stelle, 2 euro per quelle superiori e di lusso.
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Ostelli, agriturismi, bed & breakfast e strutture extra-alberghiere: 1,50 euro a persona per notte.
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Campeggi: 1 euro a persona per notte.
Saranno esenti dal pagamento i residenti nel comune di Avellino, i minori di 18 anni, chi soggiorna per motivi sanitari o per assistere parenti ricoverati, le forze di polizia, i vigili del fuoco e la protezione civile in servizio, gli studenti in gita scolastica e chi soggiorna su richiesta del Comune o di enti pubblici per finalità di promozione turistica.
Il gettito derivante dall’imposta sarà destinato a finanziare una serie di interventi strategici:
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Promozione di itinerari tematici e manifestazioni culturali e artistiche di respiro internazionale.
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Manutenzione e recupero di beni culturali, paesaggistici e ambientali per una migliore fruizione turistica.
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Sviluppo di punti di accoglienza e informazione per i visitatori, con sistemi di customer care e raccolta dati sui flussi turistici.
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Cofinanziamento di iniziative promozionali con Regione e altri enti locali.
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Progetti di destagionalizzazione del turismo e ricerca di nuovi attrattori.
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Formazione e aggiornamento professionale per operatori turistici, con attenzione all’occupazione giovanile.
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Copertura delle spese aggiuntive legate ai flussi turistici e finanziamento di eventi organizzati dal Comune o da terzi.
Il regolamento prevede inoltre sanzioni da 25 a 500 euro per dichiarazioni incomplete o tardive, oltre a interessi del 30% sull’importo non versato. Entro il 31 dicembre di ogni anno, la giunta comunale determinerà la misura dell’imposta per l’anno successivo, che resterà valida fino a eventuali modifiche.

