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Affitti brevi, stretta estesa subito all’Emilia-Romagna

Affitti brevi, stretta estesa subito all’Emilia-Romagna
Immobili

Dopo la Corte costituzionale sulla Toscana arriva subito una nuova legge regionale
Introdotta una nuova destinazione d’uso e più poteri ai Comuni

Giuseppe Latour

La stretta sugli affitti brevi avanza. Sono bastate ventiquattro ore, dopo la storica sentenza della Corte costituzionale che ha dato semaforo verde alle leggi regionali che limitano il fenomeno delle locazioni turistiche (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), e già i governi locali si muovono per regolamentare il fenomeno.

Il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato ieri la legge che disciplina le regole per questo tipo di attività. Il testo, proposto dalla giunta regionale, è passato con il voto favorevole di Pd, Avs, Civici, Movimento 5 Stelle e quello contrario di Fdi, Forza Italia, Rete civica e Lega.

È una legge che era chiaramente già partita da tempo ma che, idealmente, ha una forte connessione sia con la legge della Toscana (oggetto dell’impugnativa costituzionale respinta) sia con la sentenza della Consulta.

L’obiettivo – dichiarano l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, e l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia – è «dare un quadro normativo che consenta ai Comuni, in base alle diverse necessità, di agire con maggiore efficacia, tutelando il diritto alla casa, ma anche preservando la vocazione turistica dei territori».

Il testo approvato ieri, infatti, riprende due concetti al centro della sentenza e già applicati proprio in Toscana. L’articolo 4 introduce la destinazione d’uso urbanistica per la locazione breve: si tratta della novità chiave della legge.

In altre parole, le unità che vengono affittate con questa formula dovranno modificare la destinazione residenziale, con un potenziale impatto sulla commerciabilità e una forte barriera all’ingresso in termini amministrativi.

Cambiando destinazione d’uso, le unità dovranno poi rispettare un lungo elenco di requisiti (di sicurezza, igiene, efficienza energetica, conformità degli impianti) ma, soprattutto, saranno messe sotto la lente dei Comuni, che avranno potere di imporre dei limiti urbanistici.

«I Comuni – dice ancora la legge – possono individuare, nei propri strumenti di pianificazione urbanistica, ambiti territoriali del territorio comunale nei quali l’insediamento della destinazione d’uso locazione breve è ammesso a subordinazione all’osservanza di specifiche condizioni».

Quindi, non più crescita libera del fenomeno, ma la possibilità per i sindaci di porre delle limitazioni, anche molto forti, tenendo monitorate le destinazioni urbanistiche degli immobili presenti sul territorio.

Le amministrazioni, grazie a questo nuovo meccanismo, potranno «stabilire, per ciascun ambito, la percentuale massima di unità immobiliari residenziali che possono essere destinate alla locazione breve».

All’interno dei centri storici nei quali è presente una situazione di sovraffollamento turistico, il piano può altresì stabilire la percentuale massima di unità immobiliari che possono essere destinate alla locazione breve negli edifici aventi destinazione prevalentemente residenziale.

Ancora, potranno «limitare o vietare interventi edilizi, quali frazionamenti, demolizioni e ricostruzioni» che portino alla realizzazione di immobili da destinare alla locazione breve.

Potranno «subordinare il mutamento d’uso verso la locazione breve all’esistenza o alla realizzazione di dotazioni territoriali pertinenti».

Anche sul fronte dei contributi di costruzione ci potrà essere un aggravio, piuttosto pesante. Per i cambi di destinazione d’uso i Comuni, azionando la leva fiscale, potranno «variare in aumento o in diminuzione l’entità del valore unitario degli oneri di urbanizzazione dovuti per l’uso locazione breve fino ad un massimo del 30 per cento».

Tutti questi adempimenti saranno accompagnati da sanzioni, con multe fino a 8mila euro.

Complessivamente la legge punta così ad «assicurare l’ordinato sviluppo del territorio, garantendo l’equilibrio tra la tutela della residenzialità e la vivibilità degli spazi urbani ed equità nella promozione dell’offerta turistica».

Per la relatrice di maggioranza, Simona Larghetti (Avs), «l’obiettivo è riportare la locazione breve dentro una cornice di regole urbanistiche trasparenti, tutelare la residenzialità, valorizzare il patrimonio edilizio e garantire maggiore equità».

Fonte Sole 24 ore