Ricognizione per strutture ricettive extralberghiere e locazioni brevi in Campania – aggiornamento 21 settembre 2026
In queste settimane numerosi gestori stanno ricevendo gli avvisi di pagamento TARI 2026. ABBAC – Rete Nazionale Extralberghiera invita gli operatori a controllare con attenzione quanto richiesto dal proprio Comune prima di procedere al pagamento.
La ricognizione effettuata evidenzia un elemento che ABBAC ritiene particolarmente importante: non esiste una tariffa TARI unica per il settore extralberghiero e non tutti i Comuni classificano nello stesso modo B&B, affittacamere, case e appartamenti per vacanze e immobili destinati alle locazioni brevi.
La TARI delle utenze non domestiche è normalmente composta da una quota fissa e una quota variabile, applicate alla superficie tassabile secondo la categoria attribuita all’attività. Proprio la categoria utilizzata dal Comune può determinare differenze rilevanti nell’importo finale.
⚠️ Il punto fondamentale: stessa attività, TARI diversa
La ricognizione ABBAC dimostra soprattutto che non è possibile parlare genericamente di “TARI delle strutture extralberghiere”.
Un B&B, un affittacamere, una CAV e una locazione breve/turistica sono fattispecie differenti e il loro trattamento TARI può cambiare da Comune a Comune.
A Napoli, per esempio, il regolamento stabilisce un principio particolarmente importante: quando un’attività non è compresa in una specifica categoria, viene associata a quella che presenta maggiore analogia sotto il profilo della destinazione d’uso e della capacità quantitativa e qualitativa di produrre rifiuti.
Questo significa che la semplice presenza di un’attività di ospitalità nell’immobile non consente, da sola, di stabilire quale debba essere la tariffa.
🔎 COSA CONTROLLARE QUANDO ARRIVA L’AVVISO
ABBAC consiglia di verificare almeno questi elementi:
- categoria TARI attribuita;
- distinzione fra utenza domestica e non domestica;
- superficie tassabile indicata;
- corrispondenza tra categoria TARI e attività effettivamente esercitata;
- distinzione fra B&B, affittacamere, CAV e locazione breve/turistica;
- quota fissa e quota variabile applicate;
- eventuali riduzioni e agevolazioni previste dal Comune;
- periodo di effettiva occupazione/detenzione;
- correttezza delle rate e delle scadenze;
- eventuale presenza nell’avviso di somme relative ad annualità precedenti.
Per esempio, Forio precisa ufficialmente che per le utenze non domestiche sia la quota fissa sia quella variabile dipendono dalla superficie e, per la parte variabile, anche dalla potenziale produttività di rifiuti connessa agli usi e alla tipologia di attività.
⚠️ ABBAC: NON PAGARE SENZA AVER CONTROLLATO L’AVVISO
Naturalmente questo non significa invitare a non pagare la TARI. Significa verificare prima del pagamento che i dati utilizzati dal Comune siano corretti.
L’avviso inviato dall’ente deve essere confrontato con la situazione effettiva dell’immobile e dell’attività.
Lo stesso Comune di Napoli ricorda, nelle proprie istruzioni TARI, che qualora l’avviso non rispecchi la reale situazione del contribuente occorre comunicare all’Ufficio TARI le variazioni necessarie.
Particolare attenzione va quindi prestata quando nell’avviso compaiono definizioni quali:
“Alberghi senza ristorante” – “Strutture ricettive” – “B&B” – “Attività ricettive” – “Utenza non domestica”.
La loro presenza non prova automaticamente che la classificazione sia corretta per quella specifica attività.
📌 ABBAC AVVIA IL MONITORAGGIO TARI 2026
La forte differenziazione riscontrata suggerisce anche un’iniziativa associativa più ampia.
ABBAC avvia una ricognizione delle tariffe TARI applicate alle attività extralberghiere nei principali Comuni turistici della Campania, con particolare riferimento a Napoli, Salerno, Avellino, Caserta, Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana, Isola d’Ischia e Capri.
Invitiamo pertanto gli associati a trasmetterci copia dell’avviso TARI 2026 ricevuto, oscurando eventualmente codice fiscale, dati personali e riferimenti di pagamento.
Il confronto degli avvisi ci consentirà di verificare concretamente:
categoria applicata – tariffa €/m² – superficie – tipologia ricettiva – eventuali differenze tra Comuni – possibili anomalie.

