Skip to main contentSkip to footer

Locazioni brevi e comproprietà: il canone va dichiarato secondo le quote, anche se incassa un solo titolare

Un appartamento utilizzato per le locazioni brevi può essere intestato a coniugi, familiari o altri comproprietari. Nella gestione quotidiana, però, può accadere che un solo soggetto firmi i contratti, curi gli annunci e riceva tutti i pagamenti. Questa organizzazione pratica non modifica automaticamente la ripartizione del reddito fondiario tra i titolari dell’immobile.

Secondo l’articolo 26 del Testo unico delle imposte sui redditi, il reddito dell’immobile è imputato ai possessori in proporzione alle rispettive quote. Se due persone possiedono ciascuna il 50% di un alloggio dato in locazione, entrambe devono verificare la corretta indicazione della propria quota di reddito, anche se l’intero canone è stato accreditato sul conto di una sola. La regola esaminata riguarda il proprietario o titolare del diritto reale; sublocazione e comodato richiedono una diversa qualificazione fiscale.

La certificazione rilasciata dall’intermediario può generare un equivoco. L’Agenzia delle Entrate spiega che la CU delle locazioni brevi riporta spesso il codice fiscale del solo soggetto che ha stipulato il contratto e l’intero corrispettivo. L’importo può così comparire nella precompilata di un comproprietario e non in quella dell’altro. Ciascuno deve controllare percentuale di possesso, corrispettivi, eventuali ritenute e dati effettivamente inseriti nella propria dichiarazione, evitando sia omissioni sia duplicazioni dell’imponibile.

Per gli associati ABBAC il consiglio operativo è semplice: prima della dichiarazione, riconciliare titoli di proprietà, prenotazioni, pagamenti ricevuti e certificazioni delle piattaforme con il proprio consulente fiscale. L’intestazione dell’annuncio o del conto corrente, da sola, non risolve la questione tributaria.

Approfondimento istituzionale: FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulla locazione breve di un immobile in comproprietà.