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Affittibrevi parte il controllo digitale incrociato: CIN, Fisco, immobili e annunci online sotto la lente

ABBAC: «Bene contrastare abusivismo ed evasione, ma un’anomalia nelle banche dati non può diventare automaticamente un’irregolarità»
Si rafforzano i controlli digitali su affitti brevi, locazioni turistiche e strutture ricettive.
La novità, rilanciata oggi dal Sole 24 Ore, riguarda #BDSRLens, il sistema collegato alla Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, che consente di individuare con maggiore precisione situazioni potenzialmente irregolari.
Non siamo più, dunque, soltanto davanti a una banca dati utilizzata per il rilascio e la gestione del Codice identificativo nazionale (CIN). BDSR Lens diventa uno strumento operativo di analisi e controllo.
Il sistema consente infatti di geolocalizzare strutture e immobili, individuare quelli privi di CIN, verificare codici non ancora validati, gestire segnalazioni, registrare verifiche e utilizzare mappe e strumenti di analisi territoriale.
Un passaggio particolarmente importante è avvenuto nel giugno 2026, quando l’accesso al sistema è stato esteso anche agli operatori accreditati dell’Amministrazione finanziaria e delle Forze di polizia. Le informazioni contenute nella BDSR possono quindi contribuire a indirizzare controlli amministrativi e fiscali verso le situazioni che presentano anomalie.
Sotto osservazione anche gli annunci online
Il controllo può riguardare anche ciò che viene pubblicizzato sul web. BDSR Lens permette di registrare verifiche effettuate sugli annunci online, associando anche l’indirizzo dell’annuncio e classificandone l’esito.
Diventa così possibile confrontare progressivamente immobile, CIN, attività registrata e offerta effettivamente commercializzata sulle piattaforme.
A questo si aggiungono iniziative locali. A Firenze, ad esempio, il Comune ha già previsto l’utilizzo di strumenti di web scraping, cioè software capaci di scandagliare gli annunci delle locazioni turistiche pubblicati sulle principali piattaforme e confrontarli con le informazioni presenti nei registri pubblici.
Il CIN diventa la chiave dell’incrocio dei dati
Il quadro assume ancora maggiore rilievo sul versante fiscale. Il CIN è entrato anche nelle informazioni relative alle locazioni brevi trasmesse attraverso le Certificazioni Uniche e l’Agenzia delle Entrate dispone già di dati provenienti dalle banche immobiliari e fiscali.
Si va quindi verso un sistema nel quale possono essere messi in relazione CIN, immobile, titolare, tipologia di attività, annunci online e informazioni fiscalmente rilevanti.
Questo non significa che una semplice anomalia informatica determini automaticamente evasione o una violazione. Significa, invece, che la Pubblica amministrazione dispone di strumenti sempre più sofisticati per selezionare le posizioni da approfondire.
ABBAC: «Legalità necessaria, ma attenzione ai disallineamenti»
«Il contrasto all’abusivismo e alla concorrenza sleale è nell’interesse innanzitutto degli operatori che rispettano le regole – dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale ABBAC – e quindi consideriamo positivamente strumenti capaci di individuare chi opera completamente nel sommerso. Ma proprio perché queste tecnologie diventano sempre più potenti, occorre garantire l’affidabilità dei dati utilizzati».
ABBAC richiama infatti l’attenzione sui possibili disallineamenti tra banche dati comunali, regionali e nazionali, sulle pratiche ancora in aggiornamento, sui CIN in fase di verifica e sulle variazioni amministrative che possono richiedere tempo prima di essere recepite da tutti i sistemi.
«Un’anomalia informatica – continua Ingenito – non può essere automaticamente considerata un’irregolarità amministrativa o fiscale. Prima di qualsiasi contestazione deve essere verificata la situazione concreta e deve essere garantita all’operatore la possibilità di dimostrare la propria regolarità e correggere eventuali errori».
Cosa devono controllare gestori e proprietari
ABBAC invita pertanto gli operatori a verificare fin da ora la corrispondenza tra i dati della propria attività: CIN e codici regionali, titolarità e dati dell’immobile, tipologia ricettiva o locativa dichiarata, adempimenti comunali e regionali, posizione fiscale e informazioni pubblicate sugli annunci delle piattaforme online.
Il messaggio è chiaro: stiamo entrando nella fase del controllo digitale integrato del settore ricettivo e delle locazioni brevi.
«La tecnologia deve servire a far emergere chi opera abusivamente – conclude Ingenito – non a penalizzare chi è regolare per un errore, un ritardo o un mancato allineamento delle banche dati. ABBAC continuerà a monitorare l’evoluzione dei controlli e ad assistere gli associati nella verifica delle proprie posizioni»