Il nuovo modello tariffario trasferisce sull’operatore l’intero costo del servizio.
Il presidente nazionale ABBAC Agostino Ingenito richiama l’attenzione sulle conseguenze economiche, sugli adeguamenti dei listini e sulla necessità di tutelare i piccoli proprietari e le attività extralberghiere.
Entra in una fase decisiva la revisione del sistema delle commissioni applicate da Airbnb, una delle principali piattaforme internazionali di prenotazione di alloggi turistici.
La novità, annunciata nei mesi scorsi, riguarda il passaggio dal sistema delle commissioni ripartite tra ospite e host a un modello con costo unico, generalmente pari al 15,5%, interamente addebitato al soggetto che offre l’alloggio.
Il 13 ottobre rappresenta una data particolarmente importante per gli operatori che utilizzano software gestionali e channel manager e che non erano ancora stati trasferiti al nuovo sistema.
Airbnb ha inoltre annunciato la progressiva eliminazione del modello con commissioni condivise per gli host di alloggi.
Dal 3% al 15,5%: come cambia la gestione economica
Nel precedente modello, molti host sostenevano una commissione di circa il 3%, mentre l’ospite pagava una commissione aggiuntiva, generalmente compresa tra il 14,1% e il 16,5%.
Con il nuovo meccanismo, l’intero costo del servizio viene concentrato sull’host, mentre il viaggiatore visualizza un prezzo che non prevede più una commissione Airbnb separata a suo carico.
Non si tratta, dunque, necessariamente di un incremento equivalente del costo complessivo del servizio, ma di una diversa distribuzione degli oneri economici.
Tuttavia, per gli operatori che non adeguano tempestivamente i listini, la conseguenza può essere una significativa riduzione degli incassi.
Su una tariffa di 100 euro, ad esempio, il compenso dell’host passa da circa 97 euro a 84,50 euro, al netto delle sole commissioni considerate nella simulazione. La differenza è di 12,50 euro per prenotazione.
Per mantenere invariato il precedente compenso occorre ricalcolare la tariffa, considerando la percentuale effettivamente applicata, l’eventuale IVA sulle commissioni e le caratteristiche fiscali dell’attività.
Ingenito: «Le piccole strutture rischiano di subire maggiormente gli effetti della revisione»
«Il nuovo sistema di Airbnb impone agli operatori una valutazione attenta dei propri margini economici. Non possiamo limitarci a considerare questa modifica come una semplice operazione di trasparenza tariffaria, perché la concentrazione delle commissioni sull’host modifica concretamente la gestione dei prezzi e degli incassi», dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale ABBAC – Rete Nazionale Extralberghiera.
«Le piccole strutture ricettive, i bed and breakfast, le case vacanza e i proprietari che effettuano locazioni brevi devono già sostenere costi crescenti per manutenzione, pulizie, utenze, adempimenti amministrativi e fiscali. Un ulteriore elemento di pressione economica richiede particolare attenzione, soprattutto per chi opera con margini contenuti».
Secondo ABBAC, la questione investe anche il rapporto tra piattaforme digitali e operatori.
«Le piattaforme rappresentano strumenti importanti per la commercializzazione turistica, ma occorre garantire condizioni economiche chiare, sostenibili e prevedibili. La crescente dipendenza dai grandi intermediari rischia di ridurre l’autonomia commerciale delle piccole imprese e dei singoli proprietari».
Attenzione anche agli aspetti fiscali
La revisione delle commissioni richiede un’attenta verifica della documentazione contabile.
L’eventuale applicazione dell’IVA ai costi del servizio, le modalità di fatturazione della piattaforma e gli adempimenti connessi alle prestazioni ricevute dall’estero possono incidere diversamente sugli operatori, in funzione del regime fiscale e della presenza o meno di partita IVA.
È importante distinguere la commissione trattenuta dalla piattaforma dal corrispettivo della locazione o del servizio ricettivo. La trattenuta, infatti, non determina automaticamente una corrispondente riduzione della base imponibile dei redditi derivanti dalle locazioni brevi.
Per questa ragione ABBAC raccomanda di verificare il trattamento fiscale applicabile con il proprio consulente, evitando di assumere come reddito imponibile il solo importo materialmente accreditato dalla piattaforma.
I controlli da effettuare immediatamente
ABBAC invita gli operatori a verificare la commissione effettivamente applicata al proprio account, controllare i prezzi pubblicati, aggiornare eventuali channel manager e valutare l’impatto sui ricavi.
Particolare attenzione deve essere riservata alle tariffe promozionali, agli sconti settimanali e mensili, ai supplementi per ospiti aggiuntivi e alle spese di pulizia, che possono concorrere alla determinazione della base su cui viene calcolata la commissione.
Le prenotazioni già confermate prima della migrazione conservano il precedente sistema tariffario.
ABBAC: «Più autonomia commerciale e meno dipendenza dalle piattaforme»
«Questa novità deve rappresentare anche un’occasione per ripensare le strategie di commercializzazione delle nostre strutture», prosegue Ingenito.
«È necessario rafforzare la capacità degli operatori di acquisire prenotazioni dirette, valorizzare i propri canali di comunicazione, migliorare la fidelizzazione degli ospiti e diversificare gli strumenti di vendita. Non significa rinunciare alle piattaforme, ma evitare che rappresentino l’unico canale commerciale disponibile».
ABBAC ritiene inoltre opportuno aprire un confronto con i principali intermediari digitali affinché le modifiche delle condizioni economiche siano accompagnate da informazioni tempestive, strumenti di adeguamento comprensibili e adeguate garanzie per gli operatori.
«Il turismo extralberghiero italiano è costituito in larga parte da piccole realtà e proprietari che contribuiscono all’economia dei territori. La trasformazione digitale del mercato non deve tradursi in una progressiva compressione della loro sostenibilità economica», conclude il presidente nazionale ABBAC.
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