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Commissioni Airbnb al 15,50%: cosa cambia dal 13 ottobre 2026

Commissioni Airbnb al 15,50%: cosa cambia dal 13 ottobre 2026

Alcuni consigli

Dal 13 ottobre 2026 la commissione Airbnb è unica, del 15,50% e tutta a carico dell’host: l’ospite non paga più costi di servizio.

Per chi affitta da privato quel 15,50% diventa 18,91%, perché l’IVA sulla commissione non si detrae.
E la cedolare si calcola sul lordo, commissione compresa: paghi tasse anche su soldi che sul conto non arrivano mai.

Per restare con la stessa cifra in tasca serve alzare i prezzi di circa il 25%, non del 15,50%.

Per l’ospite però il rincaro reale è del 6%, perché su un annuncio esposto a 100 € prima ne pagava già circa 118.

Calcola di quanto alzare i tuoi prezzi

Dal 13 ottobre 2026 Airbnb ha cambiato il modo in cui si fa pagare. La commissione divisa tra host e ospite è sparita ed è rimasta una commissione unica del 15,50%, interamente a carico dell’host. L’ospite non paga più alcuna commissione di servizio: il prezzo che imposti è il prezzo che paga.

La data vale per gli host dello Spazio Economico Europeo, quindi anche per l’Italia. Fuori dallo SEE il passaggio era previsto per il 15 settembre.

Su questo cambiamento si è scritto parecchio, quasi sempre fermandosi al titolo: “Airbnb aumenta le commissioni dal 3% al 15,5%”.

Detto così è fuorviante, e porta a decisioni sbagliate. Per un host privato italiano il conto dipende da due cose che quasi nessuno mette insieme: l’IVA sulla commissione e l’effetto sulla cedolare secca.

Non applicare un ritocco uguale su tutto. È l’errore che costa di più. Il margine per alzare il prezzo dipende dalla zona, dalla stagione, dal tipo di ospite e da quanto sei già sopra o sotto i concorrenti diretti.

Non fidarti dell’adeguamento automatico senza verificarlo. Fa un lavoro corretto per l’host medio europeo. Tu non sei l’host medio europeo: hai l’IVA sulla commissione e la cedolare sul lordo.

Controlla la coerenza con gli altri canali. Se alzi solo su Airbnb ti ritrovi disallineato rispetto a Booking, con effetti sul posizionamento che non vuoi scoprire dopo mesi.

Rivedi il diretto. Con il prezzo esposto su Airbnb più alto, le prenotazioni dirette diventano più interessanti di prima: vale la pena costruirne una quota, accanto alle OTA.

Quanto alzare i prezzi

Per un host privato italiano il 15,5% è una commissione effettiva del 18,91%, e con la cedolare secca calcolata sul lordo, per tenere lo stesso netto, bisogna alzare il prezzo del 25,38%. Se vuoi la percentuale calcolata sui tuoi numeri (prezzo, pulizie, aliquota) c’è il calcolatore delle nuove commissioni.

Buona parte di quei soldi usciva già dalla tasca dell’ospite, quindi non è una catastrofe. Però non è il cambio contabile indolore che l’email di Airbnb lasciava intendere: chi lo affronta con un ritocco automatico dei prezzi perde due volte senza accorgersene, prima sull’IVA e poi sulle tasse.

Quel ”+ IVA” dipende da chi sei
Airbnb Ireland ti fattura un servizio di intermediazione, e il trattamento IVA, quindi il costo reale, cambia a seconda di quale di questi tre casi è il tuo:

PRIVATO senza partita IVA: la piattaforma ti applica l’IVA italiana al 22% e la versa all’Erario per tuo conto. La paghi e basta: non la detrai e non la vedi nemmeno separata, perché è già dentro l’importo trattenuto. Commissione effettiva: 18,91%;

REGIME FORFETTARIO: l’IVA la assolvi in reverse charge ma non la detrai, quindi la subisci come il privato. Commissione effettiva: 18,91%;

REGIME ORDINARIO con partita IVA: l’assolvi in reverse charge e la detrai. Per te il costo resta 15,5% secco.

Tutto quello che segue vale per le prime due situazioni, che coprono la grande maggioranza degli host privati.

Costi del servizio semplificati su Airbnb – Centro Risorse – Airbnb