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Napoli, sicurezza edifici del centro storico, Abbac: Esenzione cosap non basta, occorre un modello. Si riparta da Patto per Napoli e sburocratizzazione

Il presidente Abbac Agostino Ingenito ha inviato stamane una lettera al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris in relazione alle dichiarazioni apparse sui quotidiani in merito alla vicenda crolli e possibili incentivi per la riqualificazione degli edifici privati del centro storico di Napoli. Di seguito il testo della lettera.

Caro Sindaco, l’eventuale riduzione o detassazione della Cosap, promessa per settembre, non è sufficiente ed appare poca cosa per immaginare una vera rigenerazione urbana che la città merita ed attende ormai da troppi anni. Ce lo ricordano le ultime tragedie, come pure i crolli che avvengono quotidianamente, nel silenzio, soprattutto nel centro storico. Occorre avviare un piano concreto che punti, come ben indicato dall’Albo dei Geometri, a mappare non solo il rischio ma a determinare percorsi, pure indicati in quel Patto per Napoli, firmato nel 2016,  che ha previsto precise risorse per l’edilizia privata. Circa 20 milioni di euro che, seppur pochi,  potrebbero consentire, se sbloccate dall’Ente, di lavorare ad un progetto autentico di rigenerazione urbana con un contributo fattivo ai proprietari e ai condomini del centro storico, sito Unesco. Non solo dunque la possibile opzione dell’Ente, pure prevista dall’ultima finanziaria, di imporre ordinanze in danno ma un’azione sinergica che punti concretamente ad una vera evoluzione di quel progetto Sirena che pure aveva garantito recuperi importanti di facciate e palazzi. Auspichiamo un tavolo di confronto anche con  noi operatori turistici, spesso unici privati a sobbarcarci i costi di riqualificazioni di edifici per finalità ricettive. Un segmento economico ormai rilevante nel centro storico, autentico attrattore culturale e turistico, cui non mancano storture e che con sforzo ed impegno monitoriamo e controlliamo anche in sinergia con il Comando Polizia Locale e Suap.  Occorre un tavolo di confronto con le associazioni dei proprietari, la Soprintendenza e gli uffici di Edilizia Privata e gli organi competenti,  immagino un forum di discussione e programmatico che punti ad analisi attente e ad individuare un modello Napoli univoco e replicabile in altri centri storici della città metropolitana, che vive vicende analoghe,  in grado di ridurre il peso burocratico, snellire le procedure, risolvere le problematiche urbanistiche per difformità e frazionamenti ed attivare azioni di sensibilizzazione verso condomini e proprietari. I fondi per il centro storico e i contributi già stanziati per gli edifici di culto e pubblici possono essere un importante sprone per la riqualificazione e messa in sicurezza tanto auspicata del centro storico Unesco ma occorre dare un maggiore e più corposo piano che sostenga l’edilizia privata.  Confidando nel suo spirito di condivisione e dialogo, auspichiamo in un suo riscontro.