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Italia all’ottavo posto nella top ten del World Economic Forum, competitività si ma con alcune problematiche serie

Italia perde competitività nella graduatoria stilata dal World Economic Forum che, stando a ciò che viene pubblicato dalle riviste di settore, continua ad essere non del tutto positivo per l’Italia, che nella graduatoria della competitività dal punto di vista turistico resta, come nel 2017, all’ottavo posto, ben lontana dal podio. La classifica biennale vede nelle prime posizioni due grandi competitor del Belpaese, Spagna e Francia, seguite dalla Germania al terzo posto , dal Giappone e dagli Stati Uniti, che scalzano dalla quinta posizione la Gran Bretagna. La Penisola è preceduta anche dall’Australia, mentre resta davanti al Canada e alla Svizzera. Lo studio biennale è realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con organizzazioni internazionali tra le quali l’International Air Transport Association (IATA), l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) e la World Tourism Organization (UNWTO), nonché autorità aeroportuali e grandi gruppi alberghieri. Il report, grazie all’utilizzo di ben 90 indicatori che costituiscono il Travel & Tourism Competitiveness Index (TTCI), analizza nel dettaglio i quattro aspetti principali che intervengono nell’offerta turistica: ambiente, condizioni politiche ed economiche, infrastrutture e risorse culturali e naturali. E, sebbene pensato come strumento per comprendere e anticipare le tendenze e i rischi emergenti del turismo globale, indirizzando così politiche e pratiche atte a garantire longevità a questo settore strategico, lo studio offre una panoramica del livello di ricettività di 140 paesi nel mondo, fungendo da utile guida per i prossimi viaggi. In generale, i risultati del rapporto dimostrano la crescita sana del settore, con una maggiore competitività in tutto il mondo grazie anche al miglioramento delle infrastrutture necessarie e alle pratiche di gestione del turismo sostenibile. I risultati del TTCI 2019, infatti, mostrano come il trasporto aereo, la connettività digitale e l’apertura internazionale stiano progredendo sebbene all’interno di un contesto globale di crescenti tensioni commerciali e nazionalismi, facendo ricadere notevoli benefici su tutto il comparto. Non solo Paesi avanzati però. Anche le economie emergenti stanno contribuendo ad attirare proporzioni maggiori di viaggiatori diventando destinazioni sempre più desiderabili come dimostrato dalla crescita degli indici di competitività.  La Spagna è la più performante per il terzo rapporto consecutivo, mentre in lieve calo la competitività del Regno Unito che è stata superata da quella degli Stati Uniti.L’Europa rimane l’area più competitiva al mondo quando si tratta di Tourism & Travel, superando il punteggio medio globale su quasi tutti gli aspetti e includendo 6 dei migliori 10 paesi. Inoltre, al di là delle primissime posizioni, si rileva che India, Egitto, Serbia e Bangladesh hanno ottenuto il maggior miglioramento in classifica. (Qui il report+) L’Italia, all’8° posto nella classifica globale (stessa posizione del 2015 e 2017), beneficia di risorse naturali e culturali che la portano al 4° posto dell’indice dedicato (subindex D: Natural and Cultural Resources), ma è frenata da un ambiente imprenditoriale relativamente sfavorevole che la fanno balzare indietro fino alla posizione 110 nella classifica che riguarda questo specifico aspetto.

 

 

 

Perché l’ottavo posto
Un ottavo posto che fa masticare amaro il BelPaese, relegato al fondo della top ten da due fattori chiave: i prezzi e un contesto poco favorevole alle imprese. Se, infatti, i punti di forza come prevedibile continuano ad essere sono le sue risorse naturali (settima sui 140 Paesi) e culturali (quarta), ma perde punti e posizioni per quanto riguarda il clima relativamente sfavorevole alle imprese (110ma) e la scarsa competitività dei prezzi (129ma). E la Penisola non fa molto meglio anche sul tema sicurezza, in cui è 69esima su altri fattori quali la sostenibilità ambientale, le risorse umane e anche per la scarsa priorità data al turismo.

Un piccolo conforto arriva nel confronto sul tema prezzi: tutti i maggiori Paesi avanzati sono, in realtà, mete costose per i turisti. La Francia è 128esima per la competitività dei prezzi, la Germania 124esima, gli Usa 119esimi e la Spagna, che si conferma comunque più competitiva delle principali concorrenti su questo fronte, è 101esima.

Ma gli altri Paesi ci precedono abbondantemente in tutti gli altri ‘skill’ tenuti in considerazione dalla graduatoria del Wef.

La sostenibilità
L’analisi accende i riflettori sulla sostenibilità del turismo, sempre più in bilico sotto il peso dell’overtourism: gli arrivi sono stati oltre 1,4 miliardi nel 2018 (oltre ogni previsione). Il settore per ora resiste, ma il punto critico, che si compone sia di capacità infrastrutturali che di gestione dei flussi, si sta avvicinando più velocemente del previsto. (fonte ttgitalia)