Ecco le ultime rilevazioni eseguite in questi giorni per comprendere le tendenze e previsioni per gli spostamenti e viaggi a Natale e Capodanno. TUTTI I NUMERI DEL NATALE. Saranno 9,8 milioni gli italiani che si muoveranno per le vacanze di Natale (+9,3% rispetto al 2018). L’89,9% resterà in Italia (87,9% nel 2018) contro un 10,1% che sceglierà l’estero. La classifica delle destinazioni italiane preferite vede in testa le città diverse da quella di residenza (39,8% dei casi), seguite dalla montagna (22,1%), dalle città d’arte (21,3%) e dal mare (11,2%). Per la scelta dell’alloggio, si darà priorità alla casa di parenti o amici (nel 43,1% dei casi), mentre il 25,0% opta per il comfort dell’ospitalità alberghiera.
A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 6 notti fuori casa (6,2 nel 2018) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) di 771 euro (667 in Italia e 1.889 all’estero).
Il turismo si conferma un driver eccezionale per l’economia del territorio: la gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (26,6%) e allo shopping (23,5%). Il viaggio assorbe il 20,8% del budget, mentre solo il 10,3% sarà destinato all’alloggio. Il giro d’affari sarà di circa 7,6 miliardi di euro, facendo registrare una crescita del 7,9% rispetto allo scorso anno.
LE PARTENZE DI CAPODANNO. Saranno 8 milioni 451mila gli italiani che partiranno per Capodanno (+10,5% rispetto allo scorso anno), andando ad aggiungersi ai 4,7 milioni che faranno una vacanza lunga, iniziata già a Natale. L’Italia sarà la meta preferita per il 69,4% (71,9% lo scorso anno), mentre il 30,6% sceglierà l’estero. Chi resterà in Italia si dirigerà soprattutto verso località d’arte (29,0%), città diverse dalla propria (28,3%) e località di montagna (28,0%). In crescita, sia pur con quote più contenute, le preferenze rivolte al mare (6,5%), alle terme (3,2%) ed ai laghi (2,5%). Chi va all’estero opta soprattutto per le grandi capitali europee (76,4%). Seguono, a grande distanza, le crociere (8,9%) e le località di montagna (5,7%).
L’alloggio preferito è la casa di parenti-amici (per il 35,3% dei casi), seguita a ruota dagli alberghi con il 32,1%. La durata della vacanza registra un lieve incremento: si passeranno in media 3,9 notti fuori casa rispetto alle 3,8 dello scorso anno. La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) sarà di 648 euro (461 in Italia e 1.012 all’estero), con un conseguente giro d’affari di circa 4 miliardi e 583 milioni di euro (+19,49%). Anche a Capodanno la spesa si orienterà soprattutto verso i pasti (27,4%), seguita dalle spese per il viaggio (20,0%), per lo shopping (17,9%) e per il pernottamento (17,5%).
COME CAMBIA IL MODO DI PRENOTARE. Il 66,1% degli italiani (contro il 65,2% dello scorso anno) dichiara di organizzare le proprie vacanze basandosi su informazioni pubblicate sui social media o sui siti specializzati. La rete è utilizzata per verificare le caratteristiche della struttura scelta (40,7%), per conoscere e comparare i prezzi (37,1%) e per ottenere informazioni sulla destinazione (31,4%).
Solo il 20,5% ritiene che in rete si trovino opinioni spontanee e sincere. Gli utenti più smaliziati, che nutrono meno fiducia verso i social media, sono quelli più giovani (età compresa tra 18 e 24 anni) e quelli con un titolo di studio superiore. Più della metà dei nostri connazionali (il 57,8% a Capodanno e il 50% a Natale) ha prenotato l’alloggio per queste vacanze contattando direttamente la struttura tramite il sito internet, il telefono o l’e-mail.
Altrettanto significativa (il 60,5% a Capodanno e il 57,1% a Natale) è la quota di coloro che hanno prenotato la struttura alberghiera o extralberghiera con più di due mesi di anticipo.
I MOTIVI DELLA NON VACANZA. I motivi principali che inducono il resto della popolazione italiana a non effettuare nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente ai motivi economici (42,8%, in calo rispetto al 44,3% dello scorso anno). Seguono quelli familiari (25,3%) e di salute (21,4%).
Il 23,9% dichiara che andrà in vacanza in un altro periodo, a conferma del fatto che gli italiani hanno imparato a far le ferie anche al di fuori dei periodi canonici.

