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Napoli, L’Abbac: “L’Assessore De Majo chiarirà nelle sedi opportune il caso della sua locazione breve. Il Comune garantisca legalità e recupero del centro storico”

Caso B&B dell’Assessore al Turismo del Comune di Napoli Eleonora De Majo. “L’Abbac non intende raccogliere alcuna provocazione afferma il presidente Agostino Ingenito: “L’assessore, da cittadina chiarirà nelle sedi opportune se e come ha gestito la sua locazione breve (di cui eravamo a conoscenza) ma la vicenda sollevata in consiglio comunale faccia emergere la necessità di un piano straordinario di verifiche e controlli e il massimo consesso cittadino, da noi sollecitato più volte nelle varie riunioni di commissioni, proceda ad un’azione condivisa. “Il centro storico della città ha bisogno di una rigenerazione, ordine e sicurezza, occorrono controlli ulteriori e più intensi rispetto a quelli che già la Polizia locale svolge seppur con pochi addetti e in forma sporadica. Ricordiamo che siamo stati noi per primi, come Abbac ad attivare le segnalazioni e individuare un percorso di legalizzazione che portò lo scorso anno ad una connessione con il Comandante della Polizia Municipale Ciro Esposito, la formazione del nucleo di Polizia turistica e l’attivazione del l’e-mail segnalazioni@abbac.it che ha consentito di far emergere tante strutture ricettive condotte in forma irregolare e abusivi”. Con il precedente assessore e con una consulta in cui era presente anche la De Majo come Abbac abbiamo fornito un regolamento poi condiviso sul codice identificativo comunale che però l’Ente non ha ancora applicato. Il Suap Comunale ha accelerato le sue procedure ma sconta ritardi e vicende giudiziarie precedenti che ne avevano rallentato il lavoro. Occorre dare risposte anche urbanistiche. Avevamo espresso perplessità per quel “condono” parziale che riguarda solo gli ingressi degli appartamenti, sollecitando l’Assessore a dare maggiore opportunità per frazionamenti e difformità che potrebbero essere sanati ridendo legittimità e nuove opportunità. Occorre poi chiarire perché il Comune non avvia la fase della ricostruzione del centro storico pur avendo ottenuto finanziamenti ingenti. Ricordo che con il patto Napoli (ex governo Renzi) l’Amministrazione Comune ottenne ulteriori 20 milioni di euro, da noi ritenuti comunque insufficienti, per la ristrutturazione delle facciate, che sono rimasti fermi. Vi sono ulteriori 90 milioni di euro ottenuti negli anni scorsi. Lo chiamino come credono se la parola Sirena non piace più ( perché rievoca uh progetto di una precedente amministrazione) ma si approfitti del provvedimento del Governo per la ristrutturazione delle facciate per ridare slancio al recupero funzionale e messa in sicurezza dei palazzi del centro storico. Inoltre occorre determinare percorsi di legalizzazione di taluni pseudo operatori che stanno facendo speculazione, creando anche concorrenza sleale. Non basta essere proprietari o possessori di immobili per essere operatori dell’ ospitalità. Occorre maggiore qualificazione e sinergia della filiera turistica aldilà dei rischi di turistificazione.