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L’Abbac invia una lettera alle associazioni dei proprietari immobiliari. Ingenito: “Occorre trovare una sinergia per evitare sfratti e procedimenti giudiziari”

Un protocollo di intesa con le associazioni di proprietari di immobili per evitare problematiche in merito a canoni non versati, sfratti ed azioni giudiziarie ed individuare percorsi condivisi per facilitare rinegoziazioni di contratti di locazione, sospensioni e agire insieme per chiedere al Governo ed al Parlamento di estendere il credito di imposta anche per gli immobili di classificazione ad uso abitativo come avvenuto per i negozi con classificazione C oltre che individuare altre azioni di supporto. E’ quanto ha auspicato il presidente dell’Abbac  e coordinatore nazionale Otei Agostino Ingenito inviando una lettera ai presidenti delle associazioni di proprietari di immobili del territorio. “L’80% dei nostri gestori è in affitto, paga un canone di locazione a dei proprietari di immobili, ora con l’epidemia di covid-19 è totalmente crollato il nostro business- dichiara Ingenito- E fra poco non sarà più possibile onorare le scadenze. Il decreto del Governo non ha esteso anche ai titolari di attività ricettive professionali e non professionali con scie amministrative comunali, di ottenere il credito di imposta del 60% sul canone di locazione che è stato concesso ai titolari di negozi e botteghe che occupano locali della categoria catastale C. Le nostre attività ricettive sono invece ospitate, cosi come previste per legge, in immobili di civile abitazione, ai sensi delle prescrizioni regolamentari di Comuni e delle normative regionali. In queste ore stiamo inviando proposte di emendamenti al decreto varato dal Governo, per estendere anche alla nostra categoria il beneficio del credito di imposta, individuare percorsi di sostegno alle categorie e garantire accesso al credito per le imprese del nostro settore. Gli iter burocratici per l’accesso al fondo di garanzia e i filtri bancari saranno molto lunghi e non consentiranno se non ad una minima parte di accedervi, escludendo probabilmente tutti i nostri associati gestori non imprenditori- continua Agostino Ingenito – Ecco perchè chiediamo una moratoria condivisa tra proprietari e locatori. Non possono essere i nostri gestori a subire questa situazione ma i proprietari devono comprendere la situazione. E’ possibile intanto avviare tavoli di concertazione che ci siamo offerti di garantire, per rinegoziare i contratti, condividendo percorsi di rateizzazione, sospensione e accordi. Auspico nel buon senso e nella comprensione delle associazioni di proprietari, con le quali abbiamo già avviato nel corso del tempo importanti iniziative condivise per trovare delle soluzioni ed estendo l’invito a condividere il tavolo con la Borse Immobiliari delle Camere di Commercio e gli enti locali per le loro competenze”.