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Locazioni brevi, ritirato emendamento Pd su obbligo p.iva. Ingenito: “Nostre sollecitazioni utili a far riflettere, ma ora occorre vera azione a tutela comparto”

L’emendamento per cui un proprietario di appartamenti in affitto breve viene assimilato ad un operatore professionale, non potendo usufruire della cedolare secca, se affitta più di tre appartamenti è stato ritirato dalla discussione in Senato.  Aveva fatto discutere l’emendamento che avevamo seguito fin dalla presentazione in commissione – dichiara il presidente Abbac GuestItaly- L’obbligo dell’apertura di una partita iva, al netto della valutazione oggettiva di dimensionare professionalmente chi mette sul mercato immobili turistici rendeva però complicata la modalità della formula fiscale di per se già molto onerosa e sollevava requisiti di incostituzionalità, tenendo conto di tante forme variabili di proprietà e di affitti. Ora però ci auguriamo che parta proprio dal Partito Democratico e dal ministro di espressione Pd Franceschini una riflessione ed un’azione attenta sul nostro comparto che non può essere più trattato in questo modo. Occorrono azioni robuste, competenti e che siano inclusive. Non servono emendamenti alla rinfusa per accontentare qualche esigenza di talune categoria ma va data dignità ad un comparto che ha saputo offrire importanti economie ai territori”

Che cosa diceva l’emendamento 

Chi affitta un appartamento di proprietà può accedere alla tassazione agevolata tramite cedolare secca al 21%, aliquota che si applica anche a chi abbia diversi appartamenti ceduti in affitto breve. L’emendamento che doveva approdare al Senato lo scorso 5 ottobre prevedeva tuttavia che tale aliquota non fosse da applicare a chi affittasse più di tre appartamenti, in quanto assimilabile ad un vero e proprio imprenditore. Obbligandolo, di conseguenza, ad adempimenti fiscali più gravosi, primo fra tutti l’apertura di una partita Iva.

Le norme sugli affitti brevi

L’emendamento è stato però ritirato, in quanto la disposizione inclusa nel decreto agosto è stata considerata “improponibile” dal Presidente del Senato. “Auspichiamo che la reazione dei proponenti non sia quella di cercare un nuovo provvedimento in cui inserire la norma, bensì di cogliere l’occasione per una sua migliore meditazione, – osserva il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa riferendosi al PD che tramite Dario Franceschini aveva proposto la norma. “Prima, però, occorre chiarire quale sia l’intento. Se è quello dichiarato nel testo, e cioè specificare quando una locazione breve debba presumersi imprenditoriale, è sufficiente riprendere i contenuti del parere dell’Agenzia delle entrate del 26 agosto scorso, che ha spiegato che la locazione si considera imprenditoriale in presenza di fornitura di servizi (es.: pasti, auto a noleggio, guide turistiche ecc.), impiego di personale dipendente, utilizzo di un ufficio, organizzazione di mezzi e risorse umane, impiego di altri possibili fattori produttivi. Sono le regole generali da sempre applicate: non servirebbe richiamarle, ma se questo viene ritenuto utile, lo si faccia, però senza stravolgere decenni di diritto civile e tributario (e con rischi di incostituzionalità). Se, invece, l’intento è quello di limitare un fenomeno che ha portato all’Italia turismo e denari, oltre ad essere fondamentale per esigenze di lavoratori, studenti e parenti di persone ricoverate, la discussione non può neppure avviarsi. Peraltro, è paradossale che questa venga considerata l’urgenza nel comparto degli affitti brevi. Noi riteniamo, invece, che la vera urgenza sia quella di dare un aiuto a proprietari rimasti senza redditi per mancanza di inquilini e ai quali non è stato risparmiato neppure l’obbligo di pagare la patrimoniale Imu”.

Dura invece la reazione di Federalberghi, che parla di inspiegabile gioco dell’oca. “Inspiegabilmente, un emendamento che la scorsa settimana era stato considerato ammissibile, ieri sera è diventato inammissibile, – è il commento del Presidete Bernabò Bocca. –  Il Governo batta un colpo. Se veramente si vuol tutelare i consumatori e la concorrenza, non è necessario il passaggio parlamentare. Da più di tre anni, gli operatori onesti sono in attesa del regolamento previsto dal decreto n. 50 del 2017 (articolo 4, comma 3 bis), che deve definire i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale”.