Skip to main contentSkip to footer

Settore extralberghiero alla fame, migliaia di famiglie in difficoltà, e aumentano incertezze e rischi di speculazioni

Covid, inefficienze e burocrazia decretano la morte del nostro comparto. Il turismo ricettivo extralberghiero è alla fame, fiaccato com’è dalle conseguenze del primo lockdown e dalle tante incertezze e mancanze di sostegno al settore in questi mesi. Da tutti osannato come importante e fondamentale e poi abbandonato dalle istituzioni nazionali e locali. Sono migliaia le famiglie che vivevano disola ospitalità extralberghiera, in tanti casi con redditi solo stagionali, e che ora non sanno come affrontare le gravi conseguenze economiche e sociali. “In tanti soprattutto a Napoli, nelle città di provincia e nelle maggiori località turistiche della Campania, avevano creduto negli importanti flussi turistici degli ultimi anni, investendo, con mutui e prestiti, su immobili riconvertiti e ristrutturati, pagando tributi e adempiendo alle regole, per garantire ospitalità di qualità a viaggiatori stranieri e italiani. Ma ora non possono accedere ad alcun ammortizzatore sociale. E c’è la beffa a non poter intercettare neppure il reddito di emergenza per chi ha dichiarato un Isee 2019che era in linea con i redditi percepiti lo scorso anno.  Ma gli adeguamenti alle prescrizioni sanitarie imposte, come i costi di affitti e mutui hanno fiaccato anche le tante microimprese familiari, come gli affittacamere e i property manager che si erano caricati di canoni di locazione senza ottenere alcun ristoro, perché aduso abitativo. “Ci chiamano e contattano in continuazione, e pur se in smartworking per evitare il rischio contagio, tutti i giorni cerchiamo di dare consigli e spesso non riusciamo a dare risposte alle esigenze di queste famiglie – dichiara sconsolato il presidente Abbac Agostino Ingenito – E c’ègià chi, del centro storico di Napoli, mi chiede di dare una mano come fatto durante il primo lockdown con pacchi alimentari e contributi che avevamo raccolto in collette spontanee per pagare bollette e costi vivi “.  Il Dpcm e le ordinanze regionali riducono le speranze anche per quei flussi interni, di turismo di prossimità che avevamo cercato di alimentare in queste settimane, con sconti ed agevolazioni su mobilità e offerte – continua Ingenito – E al danno anche la beffa di sapere che i contributi annunciati dal Governo non riguarderanno gran parte dei nostri gestori. E cosi l’unico bene, quella casa arredata con gusto e ancora da pagarecon mutui e prestiti, si trasforma se va bene in camere per lavoratori, messe sul mercato a poco prezzo, chi affittandole ad ore e chi invece rimettendole sul mercato immobiliare con rendite assai discutibili e con speculatori in agguato. Mentre l’abusivismo dilaga, senza controlli. Ricevere poi le ultime salatissime rate della Tari è stato per molto il colpo di grazia. “Avevamo chiesto una moratoria ai Comuni, ci eravamo impegnati a presentare sospensioni delle scie, previste per legge, per ridurre l’impatto dei tributi locali ma gli enti non ci hanno dato ascolto e alla prima occasione utile hanno inviato le cartelle. Non ci resta che invitare alla cessazione delle scie amministrative,rilasciate a caro prezzo in molti casi tra Comuni e Asl che nel corso deglianni hanno chiesto asseverazioni, lavori edili e adeguamenti burocratici e costosi – commenta Ingenito – Mi spiace molto anche per i tanti giovani gestori che avevano attinto ad un finanziamento agevolato di Invitalia, con Resto alSud, con loro il paradosso è ancora più stridente e sul groppone restano spesso fitti salitissimi, ratei e scadenze fiscali e i canoni da restituire allo Stato per la somma da restituire allo Stato. Chiediamo che il Governo disponga una moratoria degli affitti di immobili che seppur in uso abitativo, hanno scie di affittacamere e b&b, inoltre auspicheremmo una defiscalizzazione generale per i versamenti tari e tributi locali. Quel piano socio economico di De Luca non ha offerto contributi diretti a migliaia di nostri operatori, che essendo integrativi del reddito come per i b&b e case vacanze, non hanno potuto ottenere nulla. Se si aggiungono che spesso molti gestori, erano familiari di lavoratori stagionali del turismo, lasciati a casa anche quest’estate, forse si comprende bene la grave condizione di molte famiglie gravate da affitti e mutui. L’Abbac, malgrado la ridotta attività, continua la sua assistenza alle famiglie egestori e supporta con GuestItly, la onlus creata lo scorso anno, le famiglie in difficoltà con pacchi alimentari ed assistenza. “Speriamo tutti che cessiquanto prima questa situazione – da mesi siamo senza flussi di turisti stranieri che garantivano redditi e certezze. Neanche il bonus vacanza può aiutarci perché il Governo non ha esteso tale opportunità alle strutture ricettive senza partita iva”. E intanto arrivano proposte di acquisti diimmobili con scie amministrative a prezzi da svendita e c’è chi sta alimentando speculazioni che fanno preoccupare con offerte economiche di acquisto, fatte in contanti e con atti già precompilati da chi senza scrupolo, approfitta della situazione di difficoltà delle famiglie” – conclude Ingenito.