Tra i codici Ateco delle attività che possono ottenere il contributo a fondo perduto, previsto nel decreto Ristori, figurano anche gli affittacamere, case vacanze gestiti da partite ive e le imprese del nostro settore extralberghiere. Si tratta del codice AtecoFin 55.20 che tiene conto delle diverse tipologie ricettive del comparto. Qualcuno vedendo la parola “bed & breakfast” avrà ritenuto che il contributo spettasse anche a chi svolge un’attività di b&b ma come sanno i nostri gestori, non sono previsti contributi per chi svolge un’attività integrativa del reddito. Il b&b è una formula ricettiva che in alcune regioni può essere gestita anche in forma imprenditoriale, non è il caso della Campania e di altre regioni, dove l’attività è svolta solo in forma NON IMPRENDITORIALE. Tuttavia esistono delle modalità utilizzate da taluni per condurre un’attività di impresa utilizzando quel codice Ateco come già capitato in alcune realtà del nostro territorio. Ma si ribadisce che il DECRETO RISTORI FA RIFERIMENTO AD UN CONTRIBUTO SPETTANTE SOLO AD IMPRESE. Chi ha già ottenuto un contributo a fondo perduto nei mesi scorsi per le conseguenze delle chiusure e aveva ottenuto quell’importo risultato dalla percentuale riconosciuto sulla perdita del fatturato dell’anno scorso, otterrà come per i ristoratori il 150% rispetto a quell’importo ottenuto. Ad esempio un affittacamere, o imprese con partita iva del nostro settore, che aveva ricevuto 2.600 euro dal contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, con il nuovo meccanismo vedrà aumentare di 1,5 volte tale importo, arrivando fino a 4.000 euro e ritrovandoselo direttamente sul conto corrente indicato allora. Per gli altri che non avevano fatto domanda, bisognerà farla e il contributo spettante prevederà più tempo di attesa per l’erogazione. Ma si ribadisce che il Decreto Ristori riguarda il nostro codice Ateco 55.20 che tiene conto di imprese, attività gestite con partite iva. Al momento lo Stato non ha previsto alcun contributo per chi gestisce un’attività integrativa del reddito, svolta cioè in modo non continuativo e senza partita iva.
A chi vanno i contributi a fondo perduto del decreto Ristori: i codici Ateco
Sono quattro le fasce di aiuto individuate nel decreto Ristori:
- 100% delle somme già incassate con il dl Rilancio per gli esercizi e le attività costretti a chiudere alle 18 (pasticcerie o gelaterie);
- 150% per chi ha subito un danno parziale, come i ristoranti, che a pranzo sono aperti e la sera possono lavorare con il servizio di asporto;
- 200% per le categorie più danneggiate, vale a dire quelle attività costrette a chiudere: cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o bingo, centri termali, centri benessere e fiere;
- 400% per le attività chiuse ancor prima del Dpcm del 24 ottobre (sale da ballo e discoteche).
Ad esempio un ristorante che aveva ricevuto 2.600 euro dal contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, con il nuovo meccanismo vedrà aumentare di 1,5 volte tale importo, arrivando fino a 4.000 euro.
La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato).
Ad identificare nel dettaglio la platea dei soggetti e delle attività ammesse al fondo perduto sono i codici Ateco contenuti nell’allegato 1 del decreto:
Con successivi decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al contributo.
Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Ma anche in assenza dei requisiti di fatturato hanno diritto al contributo i soggetti beneficiari (che quindi rientrano nei codici ateco individuati) che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.
In ogni caso il contributo non può superare i 150mila euro.
Come verranno erogati i ristori?
Chi aveva già presentato domanda di accesso ai contributi a fondo perduto riceverà l’accredito del ristoro con bonifico dell’Agenzia delle Entrate direttamente sul conto corrente entro il 15 novembre.
Chi invece non aveva fatto richiesta di accesso al sostegno a fondo perduto o non rispettava i requisiti previsti (come nel caso delle aziende con un volume di affari superiore a 5 milioni), dovrà attendere qualche settimana in più, presentando domanda all’Agenzia. In questo caso occorrerà aspettare di più: l’Agenzia riaprirà il canale per le istanze e il ristoro arriverà, nelle intenzioni, entro metà dicembre.
Proroga di cassa integrazione e bonus affitto
Fra le altre misure per le imprese nel decreto Ristori figurano anche la proroga della cassa integrazione, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro, oltre a una serie di fondi per i settori maggiormente colpiti.
Esteso inoltre il credito d’imposta sugli affitti ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

