Ecco il testo della lettera inviata dal presidente Agostino Ingenito ai componenti delle Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato, in vista dell’approvazione della legge di bilancio con la proposta di alcuni emendamenti in favore del settore ricettivo extralberghiero italiano, pesantemente colpito dalla pandemia.
Gentile Onorevole,
il turismo come sa, ha subito un contraccolpo durissimo a seguito della pandemia. Sono migliaia gli operatori ricettivi del nostro comparto extralberghiero che non hanno più alcuna fonte di reddito, sia quelli che conducono quest’attività, ai sensi delle normative regionali e nazionali in forma imprenditoriale che non imprenditoriale.
Se quelli imprenditoriali ( codice Ateco 55.20) hanno potuto contare sul contributo del Decreto Ristori, nel caso dei non imprenditoriali, al netto di eventuali iniziative regionali nel primo lockdown, non vi è stato alcuna forma di ristoro.
Il successo del settore extralberghiero negli ultimi anni, aveva motivato molte famiglie ad aprire una struttura ricettiva come bed and breakfast e case vacanze, cogliendo l’opportunità di condurla previa presentazione di una scia amministrativa comunale e adempimenti tributi locali e in forma integrativa del reddito, assoggettando i redditi diversi ai fini irpef della propria dichiarazione.
E’ indubbio che in molti casi, l’attività non imprenditoriale dei b&b e case vacanze ha rappresentato l’unica fonte di reddito per migliaia di famiglie che in molti casi hanno investito in un immobile per acquistarlo e riattarlo, soprattutto in centri storici minori e delle città d’arte, e attivando mutui e prestiti. Una scommessa motivata da flussi turistici costanti ed in crescita e nella volontà di aderire anche alla rivitalizzazione e rigenerazione del patrimonio abitativo italiano, al netto di abusivismo e speculazioni.
Purtroppo la pandemia sta mettendo a dura prova le famiglie che avevano adempiuto a tutte le regole previste dalle normative e pagando esosi tributi locali, spesso maggiorati per la speciale attività integrativa condotta. La presente, per richiedere di occuparsi di tale comparto che coinvolge migliaia di famiglie in tutta Italia e che noi rappresentiamo e per accogliere alcune nostre proposte, da trasformare in emendamenti per la prossima discussione della legge di bilancio.
SI richiede di risolvere la vicenda del bonus vacanze, che non è esteso alle formule ricettive integrative del reddito. In sostanza seppur citati nel decreto, i bed and breakfast e le case vacanze, condotte da soggetti non imprenditoriali, non possono accedere al beneficio. La richiesta è duplice: estendere le opportunità del bonus vacanza anche alle tipologie ricettive, che hanno una scia amministrativa e che sono in regola con il versamento delle tasse, al fine di dare loro un’opportunità ulteriore per i mesi a venire.
Procedere con i residui non spesi del bonus vacanza, alla costituzione di un fondo di solidarietà da affidare direttamente ai Comuni per l’erogazione di un contributo una tantum oltre ad una defiscalizzazione dei redditi diversi, anche trasformandoli in crediti di imposta. Si richiede inoltre un chiarimento in merito alle locazioni brevi, all’anagrafe dell’Agenzia dell’Entrate e al codice identificativo nazionale.
Si auspica un suo riscontro, al fine di dare un segnale di vicinanza a questo nostro comparto cosi importante nel turismo soprattutto di aree interne e località prive di alberghi ed eccezionale incubatore nei centri storici delle città in risposta alla diverse tendenza degli ultimi anni dei viaggiatori che preferiva questa tipologia ricettiva.
Colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti
Agostino Ingenito
coordinatore nazionale Otei Osservatorio Turistico Extralberghiero Italiano- Presidente nazionale dell’Aps GuestItaly e dell’Abbac
Sede nazionale – Via Toledo 116 – 80134 Napoli – Tel 0813340891 info@abbac.it uffstampa.abbac@gmail.com info@guestitaly.com

