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Locazioni brevi, emendamento Pd, destabilizza centri storici e turismo. Le dichiarazioni del presidente Abbac Agostino Ingenito

LOCAZIONI BREVI – EMENDAMENTO PELLICANO (PD) NON RISOLUTIVO PER CENTRI STORICI E TUTELA DEL TURISMO. MINA DIRITTO PROPRIETA’, SERVE SINERGIA PER UNA LEGGE QUADRO- DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ABBAC AGOSTINO INGENITO – DECRETO AIUTI; EMENDAMENTO PELLICANO (PD) CON RIDIMENSIONAMENTO LOCAZIONI BREVI NEL CENTRO STORICO DI VENEZIA – AGOSTINO INGENITO, PRESIDENTE NAZIONALE ABBAC: “SI INTRODUCE UN VINCOLO ANTICOSTITUZIONALE SULLA TUTELA PROPRIETA’, OCCORRE AZIONE SINERGICA STATO, REGIONI E COMUNI PER TUTELA RESIDENTI, RIDURRE RISCHI TURISTIFICAZIONE ED AL CONTEMPO SOSTENERE FAMIGLIE CHE GRAZIE AL TURISMO RIPRESO POST PANDEMIA, STANNO SOPRAVVIVENDO”

SERVE UN’ANALISI PIU’ APPROFONDITA E SINERGIA. A MATERA L’11 LUGLIO – CAMERA DI COMMERCIO – L’ABBAC ORGANIZZA UN WORKSHOP CON TECNICI ED ESPERTI ANCHE SU ESITI SOCIO ECONOMICI SU EX CAPITALI CULTURA

“L’emendamento, introdotto nelle pieghe del Decreto Aiuti, dall’onorevole veneto Nicola Pellicani, del Partito Democratico, rischia di avere pesanti elementi di incostituzionalità, rispetto al diritto di proprietà e genera azioni che possono provocare serie ripercussioni sul turismo italiano delle città d’arte e dei centri storici – è quanto dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale dell’Abbac Associazione nazionale che tutela il comparto ricettivo extralberghiero, aderente a Fenailp – Occorre che il tema sia discusso e coinvolga Stato, Regioni e Comuni, con noi operatori. Le ripercussioni socio economiche della pandemica, la forte ripresa della domanda di questi ultimi due mesi, malgrado rincari energetici e inflazione, stanno consentendo a migliaia di famiglie di sopravvivere malgrado abusivismo e speculazioni che vanno invece frenate con strumenti adeguati”.

Per gli operatori della filiera ricettiva extralberghiera, che si è estesa, con il decreto legge 50/2017, alle locazioni brevi, occorre avviare dei correttivi più strutturali, che non limitano il diritto di proprietà ed al contempo salvaguardino l’identità e vivibilità dei centri storici. Si tratta di fenomeni che avevamo affrontato prima della pandemia, ma ancora una volta il legislatore, non aveva compiuto fino in fondo, una ricognizione del fenomeno ed avviate soluzioni concrete. Da quel decreto Boccia, manca l’attuazione di una prassi consolidata e condivisa tra le Regioni, che continuano a mantenere la delega al turismo in forma esclusiva ma poco incisiva nello sviluppo territoriale, non è stata ancora introdotta la piattaforma nazionale che avrebbe dovuto anagrafare tutte le locazioni brevi, affidando un codice univoco, come previsto dal decreto e successivi impegni malgrado lo stanziamento di un milione di euro all’Agenzia delle Entrate per l’attuazione del progetto. Inoltre è rimasto irrisolto il problema con i portali di prenotazione online, come Airbnb e Booking, che non hanno ancora definito il proprio ruolo e limiti oltre che effettuare quel prelievo della cedolare secca al 21% come indicato nel decreto. Ancora complicato il passaggio dei dati fiscali di chi gestisce annunci, inoltre lo Stato non è ancora intervenuto, malgrado le nostre continue sollecitazioni, su un codice Ateco per i property manager, preferendo introdurre la partita iva per chi gestisce oltre le quattro unità abitative ma lasciando molte incertezze e un limbo che sta determinando quelle speculazioni ed abusivismo dilagante.
E’ indubbio che città come Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Milano come tanti altri centri storici importanti di località turistiche ma anche minori, abbiano bisogno di tutelare residenti e garantire vivibilità ma ancora un’azione coordinata che consideri quanto sia diventato importante per migliaia di famiglie, al netto di speculatori ed abusivi, garantirsi dei redditi ormai fondamentali derivanti dalla locazione di immobili e unità abitative che sempre più sono richiesti da una domanda crescente di viaggiatori, che non cercano solo soluzioni economiche ( in media il costo è in tanti casi anche maggiore rispetto all’offerta alberghiera a 3 stelle) quanto per la necessità di rispondere a nuove esigenze di vivere le nostre città e immergendosi nelle realtà locali da cittadini temporanei. Sono tanti i nodi che vanno sciolti, e ancora una volta il legislatore compie timidi e non chiari passi che rischiano di acuire tensioni e determinare problematiche sociali. Occorre effettuare una concreta analisi del fabbisogno abitativo, determinare le tutele di centri storici che certo non possono solo trasformarsi in dormitori di lusso e ristorazione continua, ma che necessitano di mantenere una propria vitalità con residenti stabili, artigiani e fornitori di servizi e infrastrutture che spesso mancano. Al contempo va tutelato il diritto di proprietà e di chi investe, spesso avventurandosi in ristrutturazioni complicate e costose, tenuto conto di vincoli e problematiche urbanistiche che si sono sovrapposte nel tempo. Serve dunque una legge, che sentite tutte le parti, raccolga il meglio delle proposte e valorizzi i nostri centri storici in una chiave moderna, eco sostenibile e fruizione sociale. Ecco perchè abbiamo pensato a un workshop che abbiamo inteso organizzarlo, lunedì 11 luglio, non a caso a Matera, altro caso emblematico italiano che da ex capitale della cultura, vive oggi diverse problematiche. Anche in questo caso auspichiamo che il legislatore comprenda che azioni spot e dirompenti di eventi si interessanti ma non continuativi nel tempo rischiano di creare più danni che benefici. E il pensiero va a Procida e alle altre capitali della cultura previste nei prossimi anni su cui anche il Ministero alla Cultura dovrebbe fare un’analisi. Auspichiamo che il Governo e il Parlamento comprendano il fenomeno in corso e che si lavori, anche utilizzando in maniera mirata i fondi del Pnrr, per cogliere tutte le opportunità di un interessante ritorno del turismo e di nuove esigenze di viaggiatori”- cosi Agostino Ingenito