Overtourism e locazioni, parte da Matera un progetto per una legge quadro e la costituzione di un osservatorio di turismo sostenibile per determinare nuovi equilibri in centri storici, borghi e località turistiche. L’iniziativa è degli operatori ricettivi extralberghieri del circuito nazionale Abbac, in sinergia con i Comuni, le associazioni datoriali, come la Fenailp, l’ordine degli architetti e le associazioni di tutela dei siti culturali come la Icomos. Agostino Ingenito, presidente nazionale Abbac: ” Da Matera, ex capitale europea della Cultura, puntiamo ad un raccordo nazionale con le istituzioni e associazioni per andare oltre provvedimenti tampone e favorendo la proposta di una legge quadro condivisa e di autentica sostenibilità ” Occorre una legge quadro che nei centri storici delle città d’arte, borghi e località turistiche consenta un maggior equilibrio tra fabbisogni abitativi, tutele e salvaguardia dei monumenti e identità ed esigenze di imprese e famiglie che vivono di redditi di locazione turistica e gestione di strutture ricettive
extralberghiere. E occorre giungere alla proposta di legge con dati e cifre che consentano di costruire una strategia e visione del futuro dei nostri centri storici. E’ emerso chiaramente durante il workshop nazionale, che si è svolto lunedì 11 luglio, a Matera, organizzato dall’Abbac, con la delegazione territoriale Ode Basilicata e la sinergia dell’Ordine degli Architetti della provincia di Matera, i dipartimenti di architettura e marketing dell’Università della Basilicata, l’associazione nazionale Icomos, il Comune di Matera e la Fenailp Turismo.
E’ indubbio che in alcuni casi, il rischio overtourism con gli effetti della turistificazione, possono generare squilibri nei nostri centri storici- Ma è altrettanto vero che spesso questo settore ha consentito di salvare dall’oblio, immobili privati abbandonati a seguito di uno spopolamento che non è solo da attribuire alla rendita turistica e garantito redditi a migliaia di famiglie italiane che a loro volta assolvano con impegno e dedizione ad un’accoglienza tipica come avviene anche per le microimprese della ricettività . Spesso è la vivibilità e i servizi che mancano nei centri storici, e al netto delle speculazioni e abusivi, il settore dell’ospitalità diffusa ha dimostrato di rappresentare una fetta importante nella spesa turistica, preferito da viaggiatori italiani e stranieri, affascinati dall’italian life.
diverse esigenze territoriali. L’enorme patrimonio immobiliare privato, spesso ammalorato e su cui non può bastare il drogato superbonus per salvarlo, su cui gli italiani fondono le proprie sicurezze economiche può e deve avere un percorso di valorizzazione e rendita sostenibile. Non può certo essere un caprio espiatorio per amministrazioni comunali e legislatori distratti nell’erogare servizi ma attentissimi a imporre tassazioni e vincoli.
