Skip to main contentSkip to footer

Ritenuta d’acconto sulle prenotazioni, Airbnb firma accordo con l’Agenzia delle Entrate, ecco cosa cambia

Novità in vista per la ritenuta d’acconto che Airbnb avrebbe dovuto prelevare, negli anni, ad ogni prenotazione di un annuncio di un host in Italia. Airbnb ha, infatti,  firmato un accordo con l’Agenzia delle Entrate relativo alla ritenuta sui redditi degli host non professionali derivanti da locazioni brevi (“cedolare secca”) in relazione agli anni fiscali dal 2017 al 2021. Airbnb non cercherà di recuperare dagli host le ritenute fiscali per questo periodo.

L’accordo stipulato da Airbnb non comprende gli anni fiscali 2022 e 2023. I termini per pagare le imposte sul reddito per il 2022 e per presentare la relativa dichiarazione sono scaduti. Invitiamo gli host che non l’abbiano ancora fatto a rivolgersi al proprio consulente fiscale al fine di valutare l’opportunità di utilizzare il ravvedimento operoso entro il 28 febbraio 2024 per beneficiare di sanzioni ridotte a fronte di un versamento e dichiarazione delle tasse tardivi.

Nell’ottobre 2023, il Governo italiano ha presentato la Legge di Bilancio per il 2024 che, nella sua versione attuale, chiarisce come le piattaforme dovrebbero effettuare in futuro la ritenuta delle imposte sul reddito degli host non-professionali in Italia. Intendiamo iniziare a trattenere e versare la ritenuta (“cedolare secca”) sui redditi degli host rilevanti in Italia in relazione a soggiorni a breve termine fino a 30 giorni. Condivideremo maggiori informazioni sul punto all’inizio di gennaio.

Si tratta di una buona notizia, dopo il caso del sequestro milionario da parte della Guardia di Finanza, conseguenza della sentenza della Corte di Giustiza europea e della conclusione del ricorso pendente al Consiglio di Stato – dichiara il presidente nazionale Abbac Agostino Ingenito – L’accordo consente di andare oltre la situazione di confusione generata negli anni, con un disvalore tra gli host, e che mette ordine in una vicenda che ha creato non poche problematiche anche fiscali. Auspichiamo ora che Airbnb chiarisca presto i margini del prelievo, cosi come sta avvenendo per l’inserimento dei dati castastali, per la tutela del consumatore e per una sana concorrenza tra gli host. L’attuazione della direttiva europea Dac7 è un ulteriore elemento di chiarezza che argina il fenomeno abusivo e fa emergere la legalità per tutelare gli operatori ricettivi in regola e soprattutto i consumatori” – ha cosi concluso Agostino Ingenito

 

Airbnb firma accordo con Agenzia delle Entrate per le ritenute d’acconto non versate, la richiesta dell’associazione nazionale del settore ricettivo extralberghiero e delle locazioni brevi

Agostino Ingenito: “Bene accordo ma vogliamo conoscerlo nel dettaglio, vanno chiariti alcuni importanti aspetti a tutela dei consumatori e degli host . Si faccia ora chiarezza anche sul prelievo dell’imposta di soggiorno in alcuni comuni italiani”

 

Bene l’accordo di Airbnb con l’Agenzia delle Entrate maabbiamo bisogno di conoscerne i dettagli – cosi dichiara il presidente nazionaleAbbac Agostino Ingenito- in relazione alla nota inoltrata agli host italiani,in queste ore dal colosso internazionale delle prenotazioni online. Nonsappiamo se è stato previsto, come appare, un accordo a forfait per le ritenuted’acconto non versate per gli anni dal 2017 al 2021, inoltre riteniamo ingiustoche il portale non si accolli i costi delle sanzioni del ravvedimento operosoper l’anno 2022 per i quali i gestori che non avevano dichiarato e versato autonomamente,dovranno farsi carico per l’omessa dichiarazione per quell’anno fiscale. Apparechiaro inoltre che neppure per il 2023 Airbnb effettuerà il versamento delleritenute, pertanto dovrà essere a cura dei titolari degli annunci online dilocazioni brevi, procedere a dichiararli e versarli nella prossima dichiarazione2024.  Come associazione nazionale, con inostri sportelli locali, assistiamo già centinaia di locatori brevi per il calcolodella cedolare secca sugli importi lordi dichiarati – continua Ingenito – Nonsappiamo ancora da Airbnb, come procederà ad effettuare la ritenuta d’acconto dal1 gennaio 2024, come annunciato nella sua nota, è evidente che dovrà tenereconto di quanto stabilito dalla legge di bilancio, che ha aumentato la cedola seccaal 26% per le seconde case, mentre resta chiaro quanto già previsto dall’applicazionedella direttiva europea Dac7, recepita dal nostro Paese, che obbliga i portalionline di prenotazione e di commercio, a comunicare i dati fiscali e le transazionieffettuate all’Agenzia delle Entrate. Auspichiamo sempre più maggiorecollaborazione con Airbnb anche perché, ricordiamo che la piattaforma ha anchela gestione della raccolta delle imposte di soggiorno per alcuni comuni italiani,anche in questo caso ci auguriamo un intervento puntuale del Governo e delleistituzioni per valutare gli attuali accordi, in molti casi, con un rimborso aforfait, per gli enti locali – cosi conclude Ingenito