Sintesi fonti certe

Il TAR Toscana ha respinto i ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze sulle locazioni turistiche brevi, introdotto nel 2025 per limitare nuove attività nell’area Unesco e contrastare overtourism e perdita di residenzialità. Le fonti parlano di 19 ricorsi respinti; alcune testate riferiscono anche di un numero più ampio di procedimenti collegati.

Il regolamento fiorentino prevede autorizzazione comunale quinquennale, registro comunale e, nel nucleo storico, la limitazione alle sole unità già regolarmente destinate a locazioni brevi nel 2024.

Posizione Abbac Nazionale

Affitti brevi, Abbac: “La strada dei divieti rischia di favorire i grandi fondi e penalizzare famiglie e piccoli proprietari”

«Prendiamo atto della decisione del TAR Toscana – dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale Abbac – ma riteniamo che la strada dei blocchi e delle limitazioni generalizzate rappresenti un rischio enorme per le città d’arte italiane. Se l’obiettivo è contrastare spopolamento, rendita speculativa e turistificazione, bisogna evitare che a pagare siano solo famiglie, piccoli proprietari e operatori regolari».

«Chi rispetta le norme, utilizza il CIN, dichiara i redditi, subisce la ritenuta fiscale e opera in modo trasparente non può essere trattato come il problema principale. Il rischio concreto è paradossale: impedire ai privati di valorizzare legittimamente un immobile e aprire invece spazi maggiori ai grandi fondi, agli investitori strutturati e ai soggetti con capacità finanziaria tale da acquistare interi patrimoni immobiliari».

«Così facendo – prosegue Ingenito – si rischia di rendere ancora più stridente il fenomeno che si vorrebbe combattere: meno economia diffusa, meno integrazione tra accoglienza e comunità locali, più concentrazione immobiliare e più espulsione sociale dai centri storici».

«Abbac nazionale chiede una disciplina equilibrata: controlli veri sugli abusivi, contrasto alle concentrazioni speculative, tutela della residenzialità, ma anche salvaguardia della piccola ospitalità familiare e delle locazioni brevi regolari. Senza dati chiari e criteri oggettivi, il divieto rischia di diventare una scorciatoia amministrativa che non risolve il problema della casa e indebolisce l’economia diffusa dell’accoglienza».

«Così facendo – prosegue Ingenito – si rischia di rendere ancora più stridente il fenomeno che si vorrebbe combattere: meno economia diffusa, meno integrazione tra accoglienza e comunità locali, più concentrazione immobiliare e più espulsione sociale dai centri storici».

«Abbac nazionale chiede una disciplina equilibrata: controlli veri sugli abusivi, contrasto alle concentrazioni speculative, tutela della residenzialità, ma anche salvaguardia della piccola ospitalità familiare e delle locazioni brevi regolari. Senza dati chiari e criteri oggettivi, il divieto rischia di diventare una scorciatoia amministrativa che non risolve il problema della casa e indebolisce l’economia diffusa dell’accoglienza».

A.B.B.A.C. | Associazione Bed & Breakfast Affittacamere Case Vacanze | Rete nazionale extralberghiera
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