Si riaccende il confronto sul tema delle locazioni turistiche brevi dopo le dichiarazioni del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto all’assemblea di Confedilizia, che ha definito “penalizzanti ed eccessive” alcune limitazioni introdotte da diversi Comuni, citando i casi di Firenze e Milano. Posizione che ha suscitato la replica della sindaca di Firenze Sara Funaro, che ha invitato il Governo a considerare le recenti sentenze del TAR che hanno ritenuto legittime alcune misure adottate dall’amministrazione comunale.
Sul tema interviene anche ABBAC – Associazione nazionale extralberghiera – che prende atto del dibattito istituzionale in corso e richiama la necessità di affrontare il tema con una visione equilibrata e strutturale.
«Prendiamo atto delle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini – dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale Abbac – e auspichiamo che alle parole possano seguire azioni concrete capaci di ridefinire un quadro normativo chiaro e stabile, superando gli attuali conflitti di competenze tra Governo, Regioni e Comuni. Il settore dell’extralberghiero e delle locazioni turistiche non può continuare a vivere in una situazione di incertezza normativa che genera interpretazioni divergenti, ricorsi e forti squilibri territoriali».
Ingenito sottolinea come sia necessario distinguere il fenomeno delle attività regolari da problematiche sociali più ampie.
«Chi opera nella legalità, rispettando norme, obblighi fiscali, CIN, sicurezza e adempimenti amministrativi, ha dato in questi anni un contributo fondamentale all’accoglienza turistica italiana, soprattutto nei territori e nei centri storici. Non possiamo essere indicati come i responsabili del sovraffollamento urbano o dello spopolamento dei centri storici. Sono fenomeni complessi che si trascinano da decenni e derivano da dinamiche economiche, sociali e urbanistiche ben più profonde».
Il presidente Abbac richiama inoltre la necessità di affrontare il tema della residenzialità con strumenti adeguati.
«Da anni mancano politiche strutturali sui fabbisogni abitativi, sull’edilizia accessibile e sulla rigenerazione urbana. È necessario evitare contrapposizioni ideologiche e costruire invece una strategia nazionale che concili il diritto all’abitare, la tutela della proprietà privata e il ruolo che il turismo diffuso ha avuto nel rilancio economico e sociale di molti territori».
Per ABBAC occorre dunque aprire un confronto istituzionale ampio e partecipato, che coinvolga associazioni di categoria, enti locali e Governo, per individuare regole certe e sostenibili, evitando che il settore venga utilizzato come terreno di scontro politico.

