Negli ultimi anni, il mercato degli affitti brevi ha vissuto una crescita esponenziale, diventando una soluzione sempre più popolare sia per i locatori che per i turisti. Tuttavia, uno dei dubbi più frequenti riguarda la residenza del proprietario: è necessario spostarla dall’immobile locato? Approfondiamo questo aspetto alla luce della normativa vigente e della giurisprudenza.
LA Residenza Secondo la Legge Italiana
Il concetto di residenza, disciplinato dall’art. 43 co. 2 del Codice Civile, identifica il luogo in cui una persona ha la dimora abituale. Questa definizione viene ripresa anche dal Regolamento anagrafico della popolazione residente (DPR 223/1989), che chiarisce che una persona rimane residente in un Comune anche se si assenta temporaneamente per motivi come studio, lavoro o vacanze.
Gli Elementi della Residenza
Secondo la giurisprudenza, la residenza si basa su due criteri principali:
Oggettivo: una permanenza prolungata in un luogo.
Soggettivo: l’intenzione di stabilirsi in modo continuativo, dimostrata da abitudini di vita e relazioni sociali e familiari.
La Corte di Cassazione sottolinea che l’abitualità della dimora non è compromessa da assenze temporanee, purché il soggetto mantenga il centro dei propri interessi nell’abitazione in questione (Cass. n. 1738/1986, n. 3841/2021). Questo implica che non è necessario abitare un immobile in maniera esclusiva e continuativa per conservarvi la residenza.
Imu e residenza
Ecco il link dove è possibile visualizzare tutte le variabili in relazione all’esenzione imu
Tabelle esenzioni imu
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/benefici-prima-casa
Affitti Brevi e Residenza del Locatore
Quando un immobile viene concesso in locazione breve a fini turistici, il proprietario non è obbligato a trasferire la propria residenza. La normativa che disciplina le locazioni turistiche (L. 431/1998 e art. 53 del Codice del Turismo) e quella fiscale (D.L. 50/2017) non impone alcun vincolo in tal senso.
Molti locatori scelgono di affittare la loro abitazione principale per brevi periodi, sfruttando l’alta domanda in località turistiche, senza alterare la loro situazione anagrafica. È fondamentale però distinguere le locazioni brevi (meno di 30 giorni) da quelle di lunga durata, per le quali potrebbero sorgere vincoli differenti.
Requisiti Locali e Normativa Statale
Secondo l’art. 117 della Costituzione italiana, solo lo Stato può legiferare in materia di residenza e ordinamento civile. Di conseguenza, eventuali normative regionali o locali che imponessero vincoli sulla residenza del locatore sarebbero in contrasto con la normativa nazionale e pertanto illegittime.
Tuttavia, i locatori devono prestare attenzione alla questione fiscale: se l’immobile non è considerato abitazione principale, potrebbero essere tenuti al pagamento dell’IMU. L’esenzione da questa imposta, infatti, dipende dal rispetto dei requisiti definiti dalla legge.
Conclusioni e Consigli per i Locatori
Affittare un immobile per brevi periodi senza trasferire la propria residenza è pienamente conforme alla normativa italiana, purché siano rispettati i criteri oggettivi e soggettivi della residenza. È importante però:
Valutare le implicazioni fiscali e verificare i requisiti per l’esenzione dall’IMU.
Tenere traccia delle normative locali per evitare controversie, anche se non possono prevalere su quelle statali.
Conoscere questi aspetti aiuta a gestire le locazioni brevi con maggiore consapevolezza, evitando problematiche legali e ottimizzando i vantaggi di questa forma di affitto.

