Comunicazione sostitutiva e ravvedimento operoso. L’errore può incidere anche sulla dichiarazione dei redditi del proprietario
Un errore dell’amministratore nella trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle spese relative agli interventi condominiali può produrre conseguenze anche sui singoli proprietari che utilizzano quei dati per ottenere le detrazioni fiscali.
Il caso analizzato riguarda alcune comunicazioni relative all’anno d’imposta 2025 compilate in maniera errata.
La procedura indicata prevede l’invio di una comunicazione sostitutiva, che cancella e sostituisce integralmente quella precedentemente trasmessa.
La sanzione ordinaria viene indicata in 100 euro per ogni singola comunicazione errata od omessa, fino a un massimo di 50mila euro per condominio. Secondo gli orientamenti richiamati, la sanzione riguarda le singole unità immobiliari o posizioni fiscali errate e non semplicemente il file trasmesso dall’amministratore.
La sanzione non viene applicata quando i dati sono corretti entro cinque giorni dalla scadenza oppure dalla segnalazione dell’anomalia da parte dell’Agenzia delle Entrate.
È inoltre possibile ricorrere al ravvedimento operoso. Nel caso esaminato, essendo trascorsi più di 60 giorni, viene richiamato il cosiddetto ravvedimento lungo, con riduzione della sanzione da 100 euro a 14,28 euro per ogni comunicazione da correggere.
Dopo la correzione, l’amministratore deve informare anche i condomini interessati. Questi ultimi potrebbero dover modificare il proprio modello 730 oppure presentare una dichiarazione integrativa, evitando possibili contestazioni successive sulle detrazioni utilizzate.

