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Concordato preventivo biennale 2026-2027: per le imprese interessate la decisione va presa entro il 2 novembre

Si avvicina il termine del 2 novembre 2026 per l’adesione al concordato preventivo biennale relativo agli anni 2026 e 2027. Lo strumento riguarda i contribuenti che rientrano nell’ambito degli indici sintetici di affidabilità fiscale e ricevono una proposta dell’Agenzia delle Entrate. Per il settore extralberghiero può interessare le imprese con partita IVA che possiedono i requisiti; non è una scelta che riguardi indistintamente tutti i proprietari che concedono un immobile in locazione breve.

Con il concordato viene definita una base reddituale per il biennio, alle condizioni fissate dalla normativa. Il possibile vantaggio di un reddito effettivo superiore a quello concordato deve essere confrontato con il rischio opposto: se l’attività andasse peggio delle previsioni, il reddito pattuito potrebbe risultare superiore a quello realmente conseguito. Esistono inoltre cause di esclusione, cessazione e decadenza che vanno valutate nella situazione concreta.

Per una piccola impresa ricettiva, il confronto non può limitarsi al fatturato dell’estate 2026. Occorre considerare l’andamento delle prenotazioni, i costi, gli eventuali lavori sull’immobile, le variazioni nell’attività e le prospettive per il 2027. L’adesione e il rinnovo richiedono valutazioni diverse anche alla luce delle specifiche misure previste per chi era già nel concordato.

ABBAC invita gli operatori potenzialmente interessati a chiedere per tempo al proprio commercialista una simulazione comparativa tra tassazione ordinaria e proposta di concordato. La scadenza è un’occasione per decidere sulla base dei numeri della propria struttura, senza considerare il patto fiscale automaticamente conveniente.

Approfondimento istituzionale: sezione dell’Agenzia delle Entrate sul concordato preventivo biennale.