Sembrano esserci degli spiragli per gli host Airbnb sul rimborso delle imposte versate
direttamente, a condizione che siano ancora aperti i termini di rimborso e che si
presenti tempestivamente un’istanza di rimborso, meglio se supportata da una
richiesta di accesso agli atti. Dopo le recenti sentenze della Corte di giustizia
tributaria di Napoli sulle ritenute Airbnb, commentate da ItaliaOggi (si veda
ItaliaOggi del 08/04/2026), diversi locatori turistici stanno valutando la possibilità di
richiedere un rimborso delle imposte versate in autoliquidazione sui propri redditi da
locazione breve negli anni passati.
Airbnb ha effettuato una maxi regolarizzazione a dicembre 2023 per un totale di 576
milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per mancata applicazione delle
ritenute alla fonte sui redditi da locazione breve dei suoi host per gli anni 2017-2021.
Le Corti tributarie campane, attraverso due sentenze di primo e secondo grado,
hanno sancito nel 2026 il diritto del contribuente a scomputare dalle proprie
imposte le ritenute versate da Airbnb sui redditi della propria locazione turistica. I
giudici di Napoli hanno accolto i ricorsi del contribuente, riconoscendo la validità
delle ritenute versate da parte di Airbnb, motivando che l’Agenzia delle entrate non
è stata in grado di dimostrare in giudizio che, fra le imposte arretrate versate dalla
multinazionale californiana, non fossero comprese anche quelle di pertinenza del
contribuente ricorrente.
L’istanza di rimborso. Per valutare un possibile rimborso, occorre circoscrivere
anzitutto i periodi di imposta interessati: poiché il termine massimo per poter
richiedere il rimborso delle imposte versate è di 48 mesi dal versamento, si possono
già escludere alcune annualità oggetto della regolarizzazione da parte della
piattaforma turistica. La regolarizzazione riguardava gli anni d’imposta 2017-2021;
risulta quindi evidente che per gli anni dal 2017 al 2020 è ormai decorso il termine di
48 mesi per presentare una richiesta di rimborso. Per l’anno 2021, il cui saldo andava
versato il 30 giugno 2022, i termini di rimborso al momento sono ancora aperti.
Rientrano ancora fra le categorie che possono considerare un rimborso anche quei
contribuenti che hanno regolarizzato solo successivamente alle naturali scadenze le
annualità precedenti, a partire dall’1/6/2017 (decorrenza dell’obbligo di ritenuta ai
sensi del DL 50/2017), versando la cedolare secca solo nel 2022 o in anni successivi.
Nel considerare di avviare la pratica di rimborso, bisogna anche tener conto della
sentenza numero 148 del 2/3/2026 della CGT di primo grado di Firenze che,
all’opposto, esclude ogni automatica relazione fra le ritenute versate da Airbnb e le
imposte dovute da un contribuente che non sia in grado di dimostrare che le
imposte versate da Airbnb siano riferibili ai propri redditi.
A tali fini, per poter sostenere il proprio diritto al rimborso con maggiore certezza ed
efficacia nel contraddittorio con l’Ufficio ed eventualmente in giudizio, si può
considerare di effettuare un’istanza di accesso agli atti presso l’Agenzia delle entrate,
per conoscere la propria posizione fiscale in merito alla regolarizzazione Airbnb.
Qualora l’Agenzia negasse il rimborso, il contribuente potrà adire il giudice tributario.
Categorie escluse. Sono invece esclusi del tutto da ogni possibilità di rimborso le
strutture imprenditoriali, quelle non soggette a cedolare come i B&B e le case
vacanze con servizi, e le persone fisiche che già negli anni 2017-2021 avevano un
sostituto d’imposta attivo (ad esempio un property manager), perché dalla
regolarizzazione Airbnb sono stati esclusi gli account professionali con partita Iva e
quelli con più di quattro immobili. L’host con property manager che ha subito
ritenute in quegli stessi periodi non potrà chiedere rimborso perché l’account Airbnb
del property manager non era incluso nella regolarizzazione del portale e, su quei
redditi, Airbnb non ha versato alcuna imposta arretrata.
Terreno completamente da esplorare è infine quello degli anni 2022-2023, non
inclusi nella regolarizzazione di Airbnb e non oggetto di ritenute alla fonte, applicate
solo a partire dal 2024.
Da ItaliaOggi
Firmato Sergio Lombardi

