Canone speciale Rai e diritti musica d’ambiente per le strutture ricettive extralberghiere,  per l’Abbac è vessazione e chiede intervento della politica con richiesta di audizione in commissione vigilanza Rai .

La Rai sta inviando migliaia di bollettini a tutte le strutture ricettive, con la pretesa di un canone speciale per il numero di apparecchi, una formula desueta, come per la pretesa dell’elefantiaca Siae di volere un canone speciale, persino per gli anni arretrati, per diritti di musica d’ambiente – dichiara il coordinatore nazionale Abbac Agostino Ingenito – La politica ci ascolti, e non si limiti a raffiche di nomine e cachet milionari, non si possono pretendere oneri cosi vessatori e va fatta un’azione di riordino, tenuto conto delle mutate esigenze degli utenti”- L’ Abbac associazione nazionale del settore ricettivo extralberghiero, chiede un intervento in audizione, in commissione vigilanza Rai e per sensibilizzare i gruppi politici parlamentari per ciò che viene definita dalla rete dell’ospitalità diffusa italiana come una vera e propria vessazione. “In sostanza la Rai pretende canoni speciali per la detenzione di apparecchi per le migliaia di micro strutture ricettive extralberghiere, spesso svolte all’interno di una civile abitazione e nell’ambito familiare, e anche con un solo televisore – dichiara Ingenito – Non si tratta di non voler contribuire a quella che è un’imposizione, ma sono cambiati i tempi e la modalità di fruizione televisiva, spesso alternata o addirittura sostituita da servizi on demande. Occorre rivedere l’infrastruttura del canone speciale che utilizza il sistema della dotazione degli apparecchi, fra l’altro collegandosi ad un regio decreto. Serve un’azione politica di riforma che vada oltre l’attuale situazione che appare vessatoria, tenendo conto, che al pari delle strutture ricettive, anche le famiglie, hanno più di un apparecchio che fra l’altro non subisce più quel suggellamento di un tempo. Per il coordinatore nazionale del settore, da due settimane anche referente europeo dell’ospitalità diffusa, occorre compiere uno sforzo anche per quanto riguarda la Siae, che pretende diritti per la radiodiffusione e musica d’ambiente, con costi molto alti e addirittura pretendendo canoni arretrati, in base all’iscrizione verificata sui portali online di prenotazione. Ci sentiamo braccati da un sistema che pretende canoni e diritti per una modalità di fruizione del mezzo televisivo che è superato da altri e innovativi sistemi. Non è una crociata contro chi effettua produzione di contenuti, ma non si può pretendere canoni e diritti per un modello ormai superato, e approfittando di una posizione di monopolio come per la Rai o consolidata nel tempo come per la Siae. Pagare si diritti ma che tengono conto di mutate esigenze e offrendo autentici servizi soprattutto verso i milioni di visitatori stranieri che visitano e soggiornano nelle nostre località e destinazioni turistiche italiane”- cosi conclude Agostino Ingenito

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