Come per i gestori extralberghieri o di locazione breve/turistica che svolgono attività non imprenditoriale, senza partita iva, anche il gestore ricettivo che svolge l’attività con partita iva a regime forfettario, deve procedere all’assolvimento della marca da bollo da apporre sulle fatture o corrispettivi. Mentre per quelli che non hanno partita iva, occorre apporre fisicamente la marca da bollo, da acquistare il giorno prima l’emissione della ricevuta non fiscale, i gestori invece che hanno un’attività ricettiva gestita con una ditta individuale a regime forfettario devono procedere adeguandosi al sistema introdotto dall’articolo 12-novies del decreto-legge n. 34/2019 (come modificato dal Dm del 4 dicembre 2020) . Vanno seguite le indicazioni riportate dall’Agenzia delle entrate all’interno delle sue guide ( marca da bollo su fatture elettroniche).
Qui il link della Guida dell’Agenzia delle Entrate
In particolare, per l’applicazione del bollo in fattura elettronica, al momento della compilazione del documento deve valorizzare a “SI” il campo “Bollo Virtuale” presente nel tracciato record della fattura. In questa fase, qualsiasi software può giungere in aiuto del forfettario. Infatti, suggerisce in automatico l’applicazione dell’imposta di bollo su tutte le fatture elettroniche con valore superiore a 77,47€ non assoggettate ad IVA. Così il contribuente non rischia di scordarsi dell’adempimento. Come specificato dall’Agenzia delle entrate, il contenuto del campo “Importo bollo” non è rilevante. Infatti, per ogni fattura elettronica emessa con l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo (cioè la valorizzazione a “SI” del campo “Bollo Virtuale”), viene determinato un importo dovuto di 2 euro ai ricavi/compensi del forfettario
L’Agenzia delle entrate, nella risposta a Interpello n. 428 del 12/08/2022, chiarisce che l’imposta di bollo in fattura di cui viene chiesto rimborso al cliente concorre alla formazione del reddito del forfettario.
Ricordiamo che per l’accesso e permanenza nel regime forfettario è necessario che i ricavi o compensi ricevuti non superino il limite di € 85.000 annui (eventualmente ragguagliati da anno).
L’Abbac ha a disposizione un servizio Consulenze fiscali per supportare gli operatori e gestori che hanno necessità di supporto.
E l’accordo in convenzione con il partner Billy che consente di attivare sia un servizio di emissione automatica di corrispettivi che di fatture elettroniche. Per saperne di più su costi ed attivazioni leggi qui

