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Piano Casa, bene approvazione Governo, per Abbac si risolvono annose questioni urbanistiche e si rilancia centri storici. Opportunità di migliore legalità per il settore extralberghiero

Roma- Piano Casa, bene il varo del Consiglio dei Ministri,  ora più opportunità per molti immobili di superare mancate autorizzazioni comunali per la gestione di attività ricettive extralberghiere e legalizzare ulteriormente il settore. Lo scrive il presidente nazionale Abbac  e coordinatore europeo del comparto extralberghiero Agostino Ingenito che ringrazia il Ministro Salvini e il Governo Meloni per aver tenuto conto  delle proposte avanzate dalla nostra associazione  in diverse fasi di ascolto, nel corso degli ultimi mesi.

LINK VIDEO INTERVENTO AGOSTINO INGENITO ABBAC AEO

https://youtu.be/Kzab5-QIosU?feature=shared

“ Con l’introduzione di nuove norme regionali sulle locazioni brevi, oltre al Dl 50/2017 e successiva legge, erano emerse diverse anomalie di interpretazione per l’applicazione del DM 75 Sanità che impone parametri urbanistici, spesso non in linea con immobili antichi e e di migliaia di centri storici in Italia. La possibilità per un proprietario di sanare abusi a volte ereditati per mere esigenze familiari, come realizzazione di tramezzi, bagni e verande, non consentiva di poter accatastare in pianta comunale, determinando diverse storture ed impedendo difatti di destinare l’immobile ad attività ricettive. Al netto di abusi edilizi, come interruzioni di maglie strutturali, che non rientrano nel Piano approvato dal Governo, il provvedimento potrà garantire importanti riscontri anche in termini di compravendite ed adeguamenti di efficientamento, tenuto conto dei nuovi parametri imposti dal piano Green europeo, per il quale esprimiamo ancora alcune perplessità . Auspichiamo che vi siano rapidi decreti attuativi e non vi siano contrapposizioni giudiziarie amministrativi e  che i Suap edilizi comunali possano rapidamente adeguarsi alle nuove disposizioni per andare incontro ai proprietari di immobili. Si ricorda che,  con il patrimonio abitativo, sono migliaia le famiglie che sopravvivevano e si garantiscono una dignitosa esistenza con rendite immobiliari, che subiscono le gravi conseguenze economiche ed inflattive. Al netto di speculatori e abusivi, il settore ricettivo extralberghiero sta garantendo ad almeno 500 mila famiglie in Italia, di garantirsi redditi per sostenere la famiglia, spesso i figli studenti fuori sede e per integrare stipendi che subiscono la difficile congiuntura economica.  A queste si aggiungono più di 30.000 microimprese che si occupano dei servizi della filiera e per le quali abbiamo chiesto riconoscimento di un codice Ateco per la gestione dei property manager. Auspichiamo infine che siano congrui gli oneri per l’adesione al piano approvato dal Governo e che gli enti locali non aggiungano ulteriori tassazioni che peserebbero e non poco sui già provati redditi familiari. Vanno inoltre rese più rapide le procedure di rinnovo in pianta comunale e un allineamento con il registro catastale”.