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Case fantasma, siti clonati e annunci creati con l’IA: ABBAC lancia sette regole per vacanze sicureIngenito: «Prima di pagare occorre controllare piattaforma, identità dell’host e CIN. Nessuno sconto giustifica l’uscita dai canali ufficiali»

Case fantasma, siti clonati e annunci creati con l’IA: ABBAC lancia sette regole per vacanze sicureIngenito: «Prima di pagare occorre controllare piattaforma, identità dell’host e CIN. Nessuno sconto giustifica l’uscita dai canali ufficiali»

Link Intervista https://www.youtube.com/watch?v=qm6evz2FQ_s

Napoli, 15 luglio 2026 – Annunci costruiti con immagini artificiali, siti di prenotazione clonati, falsi host, messaggi sempre più credibili e pagamenti richiesti fuori dalle piattaforme: le truffe legate alle case vacanza stanno diventando più sofisticate e difficili da riconoscere. ABBAC – Rete Nazionale Extralberghiera richiama l’attenzione dei viaggiatori e diffonde un vademecum con sette controlli da effettuare prima di prenotare, aggiungendo la verifica del Codice identificativo nazionale – CIN attraverso la banca dati ufficiale del Ministero del Turismo. L’iniziativa è stata illustrata dal presidente nazionale ABBAC, Agostino Ingenito, durante un’intervista realizzata dalla web TV di un’associazione di consumatori. «La nuova frontiera delle frodi non è più rappresentata soltanto dall’annuncio scritto male o dalla fotografia poco credibile – dichiara Ingenito –. L’intelligenza artificiale permette oggi di realizzare testi corretti, immagini di appartamenti inesistenti, documenti apparentemente autentici e siti quasi identici a quelli ufficiali. Per questo bisogna rallentare, controllare e non lasciarsi condizionare dalla fretta». Un fenomeno in crescita e sempre più organizzato Secondo il bilancio della Polizia Postale, nel 2025 sono stati registrati 27.085 casi relativi a tentativi di truffa ai danni dei cittadini, dato che conferma la rilevanza delle frodi digitali nel panorama della sicurezza online. Non si tratta sempre dell’azione isolata di un singolo truffatore. Nel marzo 2024 Europol ha reso nota un’operazione internazionale contro un’organizzazione specializzata in falsi annunci di affitti turistici, conclusa con nove arresti e con l’individuazione di oltre mille vittime di uno schema fraudolento da diversi milioni di euro. Il rapporto Europol IOCTA 2026 segnala inoltre il crescente utilizzo di phishing, pubblicità ingannevoli sui social, account falsi e intelligenza artificiale generativa per personalizzare i messaggi e raggiungere rapidamente un elevato numero di potenziali vittime. Tra gli annunci fraudolenti veicolati mediante pubblicità malevole sono espressamente comprese anche le offerte di alloggi inesistenti. La campagna 2026 della Polizia di Stato contro le truffe nelle prenotazioni estive richiama, tra le nuove modalità, la creazione di interni inesistenti e siti web clonati attraverso strumenti di intelligenza artificiale. I giovani tra i soggetti più esposti Contrariamente alla convinzione che le frodi digitali colpiscano soprattutto chi ha meno dimestichezza con internet, nella rilevazione richiamata dalla campagna Polizia di Stato-Airbnb del 2026 la fascia più esposta risulta quella tra i 18 e i 24 anni, mentre gli over 65 coinvolti rappresentano meno del 5%. Il dato riguarda quella specifica rilevazione sulle truffe estive e non può essere esteso automaticamente a tutte le tipologie di frode online. «La rapidità con cui i più giovani utilizzano smartphone, social e messaggistica può indurre a saltare alcuni controlli – osserva Ingenito –. Essere abituati alla tecnologia non significa essere automaticamente protetti dalle tecniche di manipolazione». Le sette regole ABBAC prima di prenotare Controllare l’indirizzo del sito. Verificare attentamente l’URL e accedere alla piattaforma digitandone direttamente l’indirizzo, senza utilizzare collegamenti ricevuti tramite messaggi. Non cliccare su link inattesi. SMS, email, social e WhatsApp possono condurre a pagine clonate create per acquisire credenziali e dati di pagamento. Diffidare dei prezzi troppo bassi. Tariffe molto inferiori al mercato, depositi elevati e offerte valide solo per poche ore sono segnali che richiedono ulteriori verifiche. Non accettare pressioni. Espressioni come “devi decidere subito” o “ci sono altri interessati” servono spesso a impedire controlli sull’alloggio e sul presunto proprietario. Restare sulla piattaforma. Prenotazione, conversazioni e pagamenti devono avvenire attraverso i sistemi ufficiali. Uno sconto proposto in cambio del passaggio a WhatsApp o a un’email privata è un rilevante segnale di rischio. Controllare host, recensioni e fotografie. Occorre verificare l’anzianità del profilo, la coerenza dei commenti e l’eventuale utilizzo delle stesse immagini in altri annunci. Pagare soltanto con metodi tracciabili. Vanno evitati bonifici verso sconosciuti, ricariche di carte, trasferimenti internazionali e strumenti che non consentano contestazioni o procedure di rimborso. Verificare sempre il CINABBAC invita i viaggiatori a controllare che nell’annuncio sia riportato il Codice identificativo nazionale della struttura ricettiva o dell’immobile destinato alla locazione turistica. Il CIN deve essere indicato negli annunci e consente di identificare in maniera univoca la struttura o l’alloggio. Il codice può essere verificato gratuitamente nella sezione “Ricerca CIN” della Banca dati nazionale del Ministero del Turismo:https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/ricerca-cinÈ sufficiente inserire il codice pubblicato nell’annuncio e verificare che la ricerca restituisca una struttura coerente con quella proposta. La BDSR è stata istituita anche per rafforzare la trasparenza del mercato, la tutela dei consumatori e il contrasto all’ospitalità irregolare. «L’assenza del CIN nell’annuncio deve indurre il viaggiatore a chiedere chiarimenti prima di procedere – precisa Ingenito –. Il codice rappresenta un controllo importante, ma non è da solo una garanzia contro ogni frode: bisogna comunque verificare piattaforma, identità dell’host, indirizzo e modalità di pagamento». Cosa fare dopo una truffa La vittima deve contattare immediatamente la banca o il gestore della carta per tentare di bloccare o contestare il pagamento. Non devono essere cancellati annunci, chat, email, numeri telefonici, link, ricevute, coordinate IBAN o copie dei documenti ricevuti. È possibile presentare una pre-denuncia attraverso il servizio ufficiale Denunce online della Polizia di Stato, da formalizzare entro le successive 48 ore presso l’ufficio di Polizia prescelto. In alternativa, ci si può rivolgere direttamente alla Polizia Postale, alla Questura, a un Commissariato o a una Stazione dei Carabinieri. «Segnalare rapidamente significa aumentare le possibilità di ricostruire il percorso del denaro e impedire che lo stesso annuncio colpisca altre persone – conclude Ingenito –. La prevenzione resta però la tutela più efficace: prenotazioni, comunicazioni e pagamenti devono rimanere sui canali ufficiali».