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Roma Capitale, variante al Piano Regolatore, Abbac: “Servono confronto e analisi serie, il mercato si sta già riequilibrando”

L’approvazione definitiva della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale di Roma Capitale rappresenta uno dei più significativi interventi urbanistici degli ultimi anni destinati ad incidere sul comparto dell’ospitalità extralberghiera e delle locazioni turistiche.

Il provvedimento introduce nuove limitazioni soprattutto nella Città Storica e nell’area UNESCO, restringendo le possibilità di cambio di destinazione d’uso, di frazionamento e di accorpamento degli immobili destinati ad attività ricettive e ponendo le basi per un successivo regolamento comunale che potrà disciplinare ulteriormente l’insediamento delle locazioni turistiche e delle strutture extralberghiere. 

Per ABBAC – Associazione Bed & Breakfast, Affittacamere e Case Vacanze – il tema merita però un approccio basato sui dati e non su valutazioni ideologiche.

«Comprendiamo la volontà di Roma Capitale di governare i processi di trasformazione urbana e di tutelare la residenzialità – dichiara il presidente nazionale Agostino Ingenito – ma riteniamo che qualsiasi misura restrittiva debba essere preceduta da un’analisi approfondita degli effetti reali del fenomeno. È necessario distinguere le attività imprenditoriali dai piccoli proprietari che integrano il reddito familiare e verificare, quartiere per quartiere, quale sia l’effettiva incidenza delle locazioni turistiche sul mercato abitativo.»

Secondo ABBAC, infatti, il mercato romano sta già attraversando una naturale fase di riequilibrio dopo le aspettative generate dal Giubileo.

«Molti proprietari hanno investito confidando in una crescita eccezionale della domanda. Oggi, invece, assistiamo ad una progressiva normalizzazione del mercato. I nostri associati segnalano una maggiore competizione, permanenze medie più brevi, un incremento della pressione sui prezzi e margini economici più contenuti rispetto alle aspettative. È il segnale che il mercato sta trovando autonomamente un nuovo equilibrio, senza la necessità di interventi generalizzati.»

I dati di mercato confermano uno scenario più articolato di quello spesso rappresentato nel dibattito pubblico.

Le più recenti rilevazioni AirDNA indicano che a giugno 2026 Roma conta circa 42.300 alloggi turistici attivi, con una riduzione del 6,5% rispetto all’anno precedente, un tasso medio di occupazione del 64%, un ricavo medio annuo di circa 32.500 dollari per unità e una crescita dei ricavi (+9,3%) molto più contenuta rispetto alle aspettative create dal Giubileo. Il mercato, dunque, continua a rimanere dinamico ma mostra evidenti segnali di normalizzazione, con una competizione sempre più elevata tra gli operatori.

«Questi numeri dimostrano che non siamo di fronte ad una crescita incontrollata e senza limiti. Al contrario, il settore sta vivendo una fase di assestamento nella quale sarà la qualità dell’offerta, e non la sola quantità degli annunci, a determinare la competitività delle strutture. Per questo chiediamo che le future decisioni del Comune siano supportate da un Osservatorio permanente e da indicatori oggettivi sul fabbisogno abitativo, sulla distribuzione territoriale delle attività e sull’effettivo impatto economico e sociale delle locazioni turistiche.»

ABBAC ricorda inoltre che negli ultimi anni il comparto è già stato interessato da un importante rafforzamento della disciplina nazionale attraverso il Codice Identificativo Nazionale (CIN), gli obblighi di identificazione degli ospiti, la tracciabilità fiscale delle prenotazioni, gli adempimenti statistici e gli strumenti di controllo sempre più stringenti.

«Il nostro auspicio – conclude Ingenito – è che Roma Capitale apra un confronto stabile con le associazioni di categoria prima dell’adozione del regolamento attuativo. Le politiche urbane devono conciliare il diritto alla casa con il diritto d’impresa, evitando che migliaia di piccoli operatori, che rappresentano un’importante economia diffusa e contribuiscono all’accoglienza della Capitale, vengano assimilati indistintamente a fenomeni di carattere speculativo. Servono regole equilibrate, fondate su evidenze scientifiche e non su contrapposizioni ideologiche.»