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Affitti brevi e piattaforme, irregolarità e squilibri. Ingenito (Otei/Abbac): La politica colmi i ritardi su codice identificativo e banca dati”

Le forze politiche vogliono fare la cosa giusta? Approfittino degli emendamenti alla Manovra proposti in Parlamento in queste ore per stanare le piattaforme web su iva non versata ed identificare con il codice le migliaia di annunci( stimati circa 500.000 ) di chi crede di farsi furbo, sfuggendo ai controlli e determinando concorrenza sleale e proponendo di tutto senza titolo e qualifica alcuna. Lo dichiara il coordinatore nazionale Otei/ Abbac Agostino Ingenito – che ha chiesto un incontro urgente al Ministero . Subito l’applicazione dei regolamenti non ancora attuati in materia di locazioni brevi e nello specifico per l’attuazione del codice identificativo nazionale e la banca dati nazionale ( la scadenza era il 30 luglio scorso) e i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale, che era atteso già nel settembre 2017. In Italia due alloggi su tre sono irregolari secondo la Guardia di Finanza a seguito degli accertamenti eseguiti quest’estate. Mentre un’indagine della procura di Genova ha evidenziato le gravi irregolarità in materia di pagamento dell’Iva sulle commissioni pagate ai portali. “È in atto una situazione insostenibile che sta generando squilibri sui territori in materia di sicurezza con l’omissione della denuncia online degli ospiti, dell’utilizzo improprio di abitazioni che non hanno requisiti, con una concorrenza sleale verso chi opera regolarmente e con una speculazione in atto di chi fa man bassa di appartamenti svolgendo vere e proprie attività continuativa e millantando un’integrazione del reddito che non è presumibile – continua Agostino Ingenito – All’estero il fenomeno è già monitorato. Ad esempio, ad Amsterdam gli appartamenti non possono essere affittati ai turisti per più di 30 giorni all’anno; il limite è di 60 giorni a Ginevra e di 90 a Londra e Madrid. Pochi giorni fa, il senato francese ha approvato un emendamento che dimezza il limite, da 120 a 60 giorni. E il 5 novembre, la cittadinanza di Jersey City(cittadina a pochi minuti di treno da Manhattan) ha votato a favore di un limite di 60 giorni e di altre norme volte a tutelare i residenti dall’invasione degli affitti brevi. “Auspichiamo un intervento deciso del Governo anche in materia di imposta di soggiorno, obbligando i circa mille Comuni che in Italia hanno imposto la tassa di soggiorno a scelte chiare su utilizzo e spendita delle risorse come ad un accordo diretto delle piattaforme che alleggerisca su oneri e vincoli anche penali sui gestori per omesso o ritardato versamento. I portali svolgano un’azione morale e che garantisca equità e non alimentino il rischio di turistificazione che nelle nostre città ed aree metropolitane alimenta scontri e squilibri sociali”.