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Airbnb, feste in case affittate, la sparatoria con 5 vittime in California scuote la piattaforma

Avevano affittato una “party house” l’ultima frontiera delle opportunità di rendita di case in affitto su Airbnb, ma la festa, trasformata in una sorta di rave, con tanto di evento su Facebook e prenotazione, è andata male e si è tramutata in un incubo, con una sparatoria e cinque vittime. A dire stop con “Niente più feste non autorizzate nelle case prese in affitto su Airbnb” è stato il Ceo del gruppo Brian Chesky e annunciata su Twitter dopo la terribile sparatoria dove sono morte cinque persone, avvenuta giovedì scorso ad Orinda, in California, durante una festa di Halloween organizzata proprio in una casa presa in affitto sulla piattaforma. In quella casa in cui era stato espressamente vietato fare feste, avevano prenotato in 13 ma se ne erano presentati poi in 100. “È accaduta una cosa inaccettabile” ha twittato Chesky, spiegando di aver imposto nuove restrizioni: “Chi non si adegua non potrà più utilizzare il nostro servizio. Rafforzeremo i controlli su chi offre le proprie abitazioni e chi le prende in affitto”. Come racconta Repubblica in realtà quella casa era stata utilizzata altre volte per ospitare grandi party, nonostante il proprietario adesso si difende sostenendo che l’uomo che l’aveva presa in affitto aveva parlato di una “piccola festa di famiglia”. Eppure già in passato i vicini si erano lamentati del chiasso che soprattutto nei weekend arrivava da quella villetta. E la festa di Halloween era stata pubblicizzata sui social media come una sorta di rave, dove per partecipare bisognava scrivere all’organizzatore e farsi mandare l’indirizzo dopo essere stati approvati.
La polizia è stata chiamata due volte anche la notte della sparatoria: un agente si era messo in auto alla volta della casa esattamente due minuti prima che qualcuno premesse il grilletto, alle 23,50, uccidendo sul colpo quattro giovani (la quinta vittima, una ragazza di diciannove anni, è morta ore dopo in ospedale) e ferendone altre quattro. Una strage scatenata per motivi che non stati nemmeno del tutto chiariti. A quanto pare si è trattato di una banale discussione nel pieno della festa in maschera, degenerata in tragedia.Di tanta pubblicità negativa certo Airbnb proprio non aveva bisogno visto che le amministrazioni di grandi città americane come San Francisco – dove pure l’azienda ha il suo quartier generale – e New York già da tempo ne contestano il sistema organizzativo e fiscale. Anche per questo Chesky promette più controlli”- così ha scritto Repubblica riguardo la notizia che ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo. “Ci si domanda qual’è la procedura di sicurezza che adotta Airbnb – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito- Il consiglio ai nostri operatori è non abbassare la guardia nel cobtrollo e non immaginare automatismi scontati. Da noi spesso succedono casi singolari e il rischio è alto anche per affitti verso persone poche raccomandabili e soggetti che utilizzano le abitazioni tutt’altro che per turismo. Raccomandiamo di vigilare, di non dare per scontata la sicurezza, di utilizzare con parsimonia formule automatiche di ceckin e verificare l’identità degli ospiti prenotati”.