BAGNOLI – ABBAC RILANCIA IL PROGETTO VILLAGGIO OSPITALITA’ DIFFUSA A IMPATTO AMBIENTALE 0 – E CHIEDE SIA PREVISTO DAI PROGETTISTI CHE PARTECIPERANNO AL CONCORSO INTERNAZIONALE. Bagnoli… Il gioco dell’oca continua… Parte il concorso internazionale, se ne parlava oltre 30 anni fa…Abbac con il presidente regionale Agostino Ingenito e il coordinatore area territoriale Sergio Fedele: ” Speriamo che tutti gli architetti prendano spunto dalla proposta di Abbac prevedendo la Città dell’accoglienza del settore extralberghiero a Bagnoli che potrebbe immediatamente dare lavoro a tanti giovani. Sembra che a Bagnoli da 30 anni i progetti sensati non hanno vita facile”. L’Abbac aveva chiesto di essere inserita nel tavolo istituito dal commissario e in quell’occasione aveva avanzato una proposta per il riutilizzo funzionale delle abitazioni per realizzare una cittadella di ospitalità diffusa, utilizzando cosi le cubature esistenti e lanciando un progetto di turismo sostenibile, in linea con le nuove tendenze green e di turismo accessibile, realizzando in tal modo un centro turistico in grado di accogliere ed ospitare anche non abili, lavorando ad una sinergia che risolvesse anche le problematiche di turistificazione sollevate per il centro storico. Una proposta che potrebbe mitigare le diverse esigenze e proporre un modello innovativo di ospitalità”. Auspichiamo che il concorso internazionale di idee per disegnare il nuovo paesaggio dell’ex area industriale di Napoli, bandito da Invitalia, soggetto attuatore del piano di rilancio, per tracciare il nuovo assetto del sito, sia autentica “sfida” rivolta agli studi di architettura italiani ed internazionali specializzati nella progettazione di parchi urbani e di waterfront. Si legge che oltre a immaginare il futuro scenario di Bagnoli, i partecipanti dovranno indicare il nuovo edificato in funzione delle volumetrie previste nello stralcio urbanistico approvato con il decreto del presidente della Repubblica del 6 agosto 2019, definendo il nuovo planivolumetrico dell’area che costituirà parte integrante delle norme tecniche di attuazione, completando i parametri urbanistici e di dettaglio per la realizzazione degli interventi. “Speriamo che questa nuova modalità porti a risultati attesi da tempo, non ci sono più deroghe possibili, ma occorre competenze, sinergia e volontà politiche concrete che vadano oltre i ritardi accumulati e le inefficienze di tanti”.

