Ho letto attentamente ciò che ha scritto Guido Panico su Il Mattino edizione di Salerno di oggi sulla vicenda cantieri in Costiera Amalfitana. Non credo di sentirmi di appartenere a ciò che identifica come intellettuali orfani del nobilissimo ideale del socialismo e in cerca di mediocri succedanei, credo di aver capito a chi si rivolge, nè di far parte del piccolo esercito di avvocati pronti a fare denunce e ricorsi. Nel suo esprimersi, Panico pare propendere per la necessaria esigenza di innovazione che vi sarebbe nelle opere previste come ottime risoluzioni alle nuove esigenze di viaggiatori stranieri e turismo interni che cerca la nostra Costiera. Come spiegato in un altro post, non sono contrario a nuove opere, ma la Costiera Amalfitana è un patrimonio mondiale, e deve essere interesse di tutti riuscire a trovare le soluzioni meno impattanti possibili per un delicato e fragile ecosistema come quello amalfitano. Serve responsabilità e valutare opere, che auspico subiscono un’attenta e rigorissima attenzione e verifica da esperti. Non quelli alla bisogna, utilizzati da qualche portatore di interesse particolare ma vi sia uno studio veramente imparziale che riconosca effettivamente necessarie, e sicure le opere previste. Continuo a ribadire che la Costiera Amalfitana deve essere liberata dalle auto. Il turismo lento tanto condannato da Panico, non è un ritorno al passato settecentesco ma una concreta opportunità per un territorio che non ha bisogno di turismo di massa ed escursionismo del panino e via. Un territorio elettivo come la Costiera Amalfitana deve poter essere incontrato non con una gitarella fuori porta ma con il dovuto rispetto dei luoghi e dei tempi necessari. Serve qualità anche dell’accoglienza e rispondere a questo interessante fenomeno sempre più crescente di un turismo che chiede sostenibilità e qualità. Alternative valide verso lo smantellamento dell’assurda situazione attuale, sono possibili. E’ davvero tutto cosi necessario come le gallerie, sottopassi e rimesse di privati che sono convinto fra qualche anno saranno opportuni parcheggi a caro prezzo per turisti? Siamo davvero cosi convinti che non siano invece utili soluzioni più veloci e concrete come chiedere ai territori circostanti aree intermodali di parcheggio per auto, trasporto ecologico da e per la Costiera e potenziamento delle vie del Mare? E sulla manutenzione dei fragili costoni e del delicato equilibrio più volte violentato dagli stessi del territorio, chi se ne occupa? Attendiamo come sempre la prossima frana di quello o altro costone e poi chiediamo interventi di protezione civile e ingenti risorse che devono arrivare solo dopo le ennesime richieste di aiuto? Qui ci vuole responsabilità. Panico se ne faccia una ragione: Ci sono persone sensibili al tema che non hanno interesse ne a vincere cause che imbrogliano le carte che a nostalgici ideologi. No caro Panico, chi pone la questione ambientale e di sostenibilità delle opere pubbliche in Costiera, ha forse solo un po di visione più estesa, magari ha girato il mondo e ha visto soluzioni migliori che immaginare solito cemento e qualche parcheggio spacciato come necessario e improcastinabile. Serve che la discussione sia invece forte, concreta e che si giunga ad una soluzione che non può essere solo il progetto esecutivo, sistemato last second per ottenere il finanziamento tanto promesso. Chi governa questo fragile e bellissimo territorio deve essere consapevole di avere una responsabilità in più che l’amministrazione delle poche anime residenti di inverno ma che ha in mano il destino di una destinazione tanto amata e desiderata quanto fragile e delicata e da preservare a tutti i costi. Agostino Ingenito, cittadino consapevole.-
Costiera Amalfitana e vera sostenibilità. La riflessione di un anno fa..

