Il 2025 è alle porte e si intravede già la prima applicazione degli obblighi derivanti dalla Direttiva UE Case Green in vigore già da alcuni mesi, ma che necessita anche norme nazionali di recepimento.
Sui dettami della direttiva ecologica, che ha come obiettivo finale quello delle emissioni zero entro il 2050, nulla compare nella bozza di DDL di Bilancio 2025 relativamente allo stop per il bonus caldaie a gas.
Tra i temi della Direttiva vi è appunto l’abbandono dei combustibili fossili a partire dalle caldaie a gas delle abitazioni, da rendere operativo già dal 2025, ma pare che nella bozza di legge di bilancio nulla vi sia in merito.
1) Bonus caldaie a gas: stop dal 2025?
La Direttiva dovrà essere recepita da ciascun paese appartenente all’Unione, e prevede un piano di ristrutturazioni per gli edifici residenziali.
Si prevede una incentivazione delle installazione di sistemi ibridi ad esempio o caldaie con pompe di calore e lo stop agli incentivi per le caldaie alimentate solo a metano. Incentivati anche i sistemi solari con regole più chiare.
I punti principali della normativa Case Green sono:
- raggiungimento nel 2050 di zero emissioni. Ogni Stato membro dovrà adottare un piano nazionale che preveda la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali con un taglio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Ciascun paese potrà decidere su quali edifici concentrarsi, con il vincolo di garantire che almeno il 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria sia ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni (energivori).
- impatto sui bonus casa. La Direttiva avrà un forte impatto sui bonus casa in quanto gli sconti attualmente in vigore dovrebbero scadere alla fine del 2024. Già nel 2025 saranno in vigore le prescrizioni europee con la previsione che gli apparecchi che funzionano solo a metano, infatti, non saranno più incentivabili dal 2025. Si vuole consentire, con le nuove regole, di accedere agli incentivi fiscali, con apparecchi che funzioni almeno in modo prevalente con gas verdi. Per chiarimenti si attende però il testo definitivo della Legge di Bilancio 2025 che dovrebbe contenere quanto previsto a livello UE sulla eliminazione dei bonus per le caldaie a gas
- dal 2040 stop ai combustibili fossili. Dal 2040 le caldaie a metano dovranno essere totalmente eliminate, ma la scadenza non viene intesa come un termine stringente, ma più come un obiettivo verso il quale tendere, con qualche possibilità di ritardi.
CHE COSA PREVEDE LA DIRETTIVA GREEN
La direttiva Case green estende le certificazioni richieste per gli edifici. Le novità in arrivo sono sostanziali e potrebbero entrare nell’Ape, così come in un nuovo documento definito ad hoc che si sommerebbe all’attestato in vigore. «La norma comunitaria, che dovrà essere recepita dai singoli Paesi – spiega Marco Caffi, direttore del Green Building Council Italia – introduce la necessità di quantificare l’impatto ambientale degli edifici attraverso il calcolo del cosiddetto fattore Global Warming Potential (GWP), ossia l’impronta di carbonio calcolata in Kg di CO2 equivalente di cui l’edificio è responsabile».
Rispetto all’attestato di prestazione energetica (Ape) che si limita a dare una parziale rappresentazione della sostenibilità del fabbricato, calcolandone le prestazioni di efficienza dell’involucro e della parte impiantistica, sarà necessario quantificare l’impatto di un immobile lungo tutto il suo ciclo di vita, tenendo conto ad esempio dell’impronta di CO2 di tutte le componenti impiegate o dei consumi in fase di cantiere.
Entreranno così in gioco nuove figure per la certificazione, con esperienza sulle prestazioni e i comportamenti dei singoli materiali nonché sulla loro analisi Lca (Life Cycle Assessment). Lato impiantistico, sarà richiesta una capacità di visione più ampia di quella attuale per valutare, ad esempio, la sostenibilità di un impianto fotovoltaico, geotermico e in pompa di calore anche in termini di vantaggio ambientale e non solo di mero bilancio energetico. «Di certo – prosegue Caffi – non potrà mancare l’approfondita conoscenza del framework di calcolo Level(s) sviluppato dalla Commissione Ue per uniformare le metodologie di analisi GWP, e fornire linee guida tecniche per la valutazione dei principali indicatori di sostenibilità degli edifici, in modo da supportare la comparabilità delle diverse certificazioni di sostenibilità degli immobili ». Parliamo di uno strumento ad alta potenzialità che, nelle mani di professionisti competenti, consentirà di andare ben oltre il mero calcolo della CO2 e di valutare anche parametri come l’uso efficiente delle risorse idriche, la resilienza, la salubrità indoor, l’ottimizzazione dei costi di gestione di un bene.

