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Firenze, approvazione in consiglio comunale del no a locazioni brevi anche nelle periferie, le nostre dichiarazioni

“Prendiamo atto della decisione del Consiglio Comunale di Firenze che ha approvato l’estensione delle limitazioni alle locazioni turistiche brevi in ulteriori aree della città, ampliando di fatto il blocco delle nuove autorizzazioni ben oltre il perimetro UNESCO già interessato dal regolamento entrato in vigore nel 2025.

Come ABBAC ribadiamo la nostra forte preoccupazione per un provvedimento che continua a colpire soprattutto i piccoli proprietari, le famiglie e i gestori non imprenditoriali che hanno investito risorse, risparmi e sacrifici per integrare il proprio reddito attraverso forme di ospitalità diffusa e regolare.

Ci troviamo di fronte a una situazione che rischia di generare profonde disparità: da un lato chi intende avviare una nuova attività si vede preclusa questa possibilità; dall’altro molti operatori già attivi vivono nell’incertezza di norme che, nel tempo, potrebbero condizionare la continuità delle proprie attività e il valore stesso dei loro immobili. Parliamo di cittadini che hanno sempre rispettato regole, adempimenti fiscali, obblighi di sicurezza e che oggi si sentono considerati il problema anziché una parte della soluzione.

Continuiamo a sostenere che il diritto all’abitare e la residenzialità siano temi seri e meritevoli di attenzione, ma riteniamo che sia sbagliato individuare nei piccoli gestori delle locazioni turistiche il principale responsabile della crisi abitativa. Le difficoltà nell’accesso alla casa derivano da molteplici fattori: carenza di politiche abitative, insufficienza di edilizia residenziale pubblica, speculazioni immobiliari, crescita dei costi energetici e fenomeni economici molto più complessi che non possono essere scaricati esclusivamente su chi mette a reddito una proprietà privata.

Il caso Firenze rischia inoltre di diventare un precedente pericoloso. Stiamo già assistendo a tentativi, in diverse città italiane, di replicare modelli basati prevalentemente su divieti e contingentamenti. Temiamo che si stia creando una frammentazione normativa che genera incertezza per proprietari, investitori e operatori, con il rischio di compromettere un settore che rappresenta una componente importante dell’accoglienza turistica italiana.

Desidero ringraziare i tanti gestori, proprietari e cittadini che hanno partecipato alla manifestazione svoltasi in Piazza della Signoria per far sentire la propria voce. È stata una mobilitazione civile, composta e democratica che ha dimostrato come dietro ogni appartamento vi siano persone, famiglie e storie reali, non grandi gruppi finanziari o multinazionali dell’immobiliare.

ABBAC continuerà a battersi in tutte le sedi istituzionali, amministrative e politiche per la tutela della piccola proprietà diffusa e dell’ospitalità familiare. Siamo favorevoli a regole chiare, controlli efficaci e contrasto all’abusivismo, ma non possiamo accettare provvedimenti che finiscono per penalizzare proprio chi opera nella legalità.

La vera sfida è trovare un equilibrio tra residenzialità, turismo e sviluppo urbano sostenibile. Servono politiche abitative concrete, investimenti nei servizi, mobilità efficiente e rigenerazione urbana. Non servono misure simboliche che rischiano di colpire migliaia di piccoli proprietari senza risolvere realmente il problema della casa.

Per questo continueremo la nostra azione di rappresentanza e tutela, convinti che la proprietà privata, quando esercitata nel rispetto delle regole, rappresenti un valore sociale, economico e costituzionalmente garantito. La nostra battaglia non è contro le città e i residenti, ma contro provvedimenti che riteniamo iniqui e incapaci di affrontare le reali cause delle criticità abitative.”

**Agostino Ingenito**
Presidente Nazionale ABBAC – Associazione Bed & Breakfast, Affittacamere e Case Vacanze d’Italia.