La questione Airbnb–tassa di soggiorno di arriva alla Corte dei Conti. A sollevare l’argomento è il comune di Roma e per la precisione l’assessore al Turismo Alessandro Onorato, che ha deciso di inviare una nota al dipartimento risorse economiche dell’organo statale. Il nodo sarebbe la mancata comunicazione dei dettagli sulle locazioni, che non è prevista dalla convenzione con Airbnb siglata dalla precedente amministrazione: dunque, secondo l’assessore, le cifre potrebbero non essere corrispondenti ai servizi effettivamente erogati. In altri termini, il Comune non ha modo di verificare se le cifre versate a titolo di pagamento della tassa di soggiorno corrispondano effettivamente al numero di notti acquistate dai clienti sulla piattaforma. Al contrario, gli alberghi sono invece tenuti a denunciare il numero dei pernottamenti, il numero degli ospiti e il livello della struttura.
“Non vogliamo combattere l’app ma garantire la legalità” afferma l’assessore a cui fanno eco le dichiarazioni del presidente nazionale dell’Abbac Agostino Ingenito: “Lo abbiamo evidenziato in tempi non sospetti e all’indomani di quell’accordo con la società di servizi dell’Anci , che prevede gestione riscossione per circa 1100 Comuni ma per il quale ho espresso delle perplessità- dichiara il presidente Abbac – Appare necessario un intervento della Corte dei Conti e del Governo che chiarisca per meglio cogliere le migliori opportunità a tutela dei consumatori e dei nostri gestori e salvaguardando le prerogative dei comuni.
Imposta di soggiorno, il Comune di Roma chiede intervento della Corte dei Conti per gestione Airbnb

