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Key Box, la Procura non convalida il sequestro fatto dalla Polizia Locale. Il Presidente Abbac Agostino Ingenito: “Avevamo avvertito l’amministrazione che la pratica era scorretta. Ora il Comune chiarisca e condivida percorso”

La polizia locale aveva rimosso alcune cassette portachiavi nel quartiere di Trastevere dopo il provvedimento del ministero dell’Interno sul check-in in presenza. Il sostituto procuratore di Roma ha però fermato il sequestro perché la norma è stata male interpretata. Il sostituto procuratore di Roma, Alessandro Di Cicco, non ha convalidato il sequestro probatorio delle cosiddette “key box”, rimosse la scorsa settimana dalla polizia locale della Capitale. Le famigerate cassettine, usate dai gestori degli alloggi turistici per consegnare chiavi di stanze e appartamenti, sono recentemente finite sotto l’occhio del ministero dell’Interno, che con una circolare del 18 novembre ha imposto alle strutture ricettive l’obbligo di effettuare le procedure di check-in di persona.  La misura, tuttavia, non ha vietato l’uso delle cassette portachiavi, e la loro rimozione dalle vie del centro di Roma e il conseguente sequestro sono stati fatti su iniziativa del Comune. Il procuratore Di Cicco ha dichiarato che tale operazione è stata messa in atto “senza che venisse accertato, in via preliminare, a quali strutture ricettive esse fossero ricollegabili e se, ancor prima, il gestore o titolare di queste strutture avesse o meno proceduto a identificare personalmente gli ospiti“. Gli agenti della polizia locale, pertanto, avrebbero prima dovuto verificare se il proprietario dell’alloggio fosse andato di persona a fare il check-in degli ospiti. Ora, il Comune sarà tenuto a restituire le key box rimosse, in attesa di nuove indicazioni.  Il Presidente Abbac Agostino Ingenito: “Avevamo avvertito l’amministrazione che la pratica era scorretta. Ora il Comune chiarisca e condivida percorso che consenta di attenersi alle norme, mentre siamo in attesa del chiarimento richiesto ed ottenuto con una riunione al Viminale per la vicenda della nota del Capo della Polizia