ROMA – «La sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale toscana e, soprattutto, la recente pronuncia del Consiglio di Stato sul caso Bologna dimostrano che non sono ammesse scorciatoie né forzature nella regolazione del turismo e delle locazioni brevi».
Lo afferma Agostino Ingenito, presidente nazionale di Abbac, commentando i provvedimenti che in queste ore alcuni grandi Comuni stanno adottando attraverso varianti urbanistiche frettolose.
«Il Consiglio di Stato – sottolinea Ingenito – ha chiarito che le scelte possono anche essere legittime nel merito, ma devono rispettare pienamente le garanzie procedimentali e la partecipazione. Ignorare questi principi espone le amministrazioni a ricorsi, contenziosi e a una pericolosa incertezza normativa».
Secondo Abbac, il rischio è che l’interpretazione parziale delle recenti sentenze stia alimentando scontri istituzionali e confusione, mettendo in discussione uno degli asset economici fondamentali dei territori, il turismo.
«La tutela della residenzialità è un obiettivo condivisibile – prosegue Ingenito – ma va perseguita con equilibrio, senza limitazioni rigide o scorciatoie regolatorie che producono effetti negativi sui flussi e sulle opportunità turistiche».
Ingenito richiama anche la diversità dei centri storici italiani: «Non esistono soluzioni uniformi. Estensione, condizioni urbanistiche, patrimonio pubblico e privato e livelli di residenzialità sono profondamente diversi. Parlare di overtourism senza dati oggettivi rischia di portare a scelte ideologiche».
«Le città sono in trasformazione – conclude il presidente Abbac – e questa fase va governata con analisi serie, visione sostenibile e condivisione istituzionale, preservando l’appeal turistico. Dal 2026 è necessario aprire una questione nazionale con il Governo per evitare percorsi che rischiano di danneggiare il turismo e le opportunità di sviluppo dei territori».
