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Locazioni brevi, il Governo impugna la legge dell’Emilia Romagna, l’Abbac chiede norma nazionale per evitare disparità sui territori

Il Governo italiano ha deciso di impugnare la legge dell’Emilia-Romagna sugli affitti brevi, che mira a contenere l’overtourism attraverso una nuova destinazione d’uso urbanistica. Questa legge consente ai Comuni di limitare le locazioni brevi in zone sensibili, ma il Governo, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale che aveva già bocciato un’iniziativa simile, continua a opporsi.

 

Abbac, rappresentato dal presidente Agostino Ingenito, ha sottolineato l’importanza di stabilire linee guida nazionali per regolare il settore, evitando che le decisioni locali possano ridurre un fenomeno che, seppur soggetto a speculazioni, è cruciale per l’ospitalità nelle città d’arte e nei borghi. Ingenito ha esortato a trovare un equilibrio che consideri le esigenze locali senza gravare sui privati, che contribuiscono in modo significativo all’economia locale attraverso tributi e opportunità per piccole imprese.

 

La legge dell’Emilia-Romagna richiede che le unità destinate ad affitti brevi rispettino una serie di requisiti e consente ai Comuni di stabilire limiti urbanistici, aumentando così la burocrazia per i proprietari. Critiche sono arrivate dal governatore Michele de Pascale, che ha accusato il Governo di mancanza di cultura istituzionale e di non affrontare le reali problematiche abitative.

 

In assenza di una regolamentazione nazionale, si teme che altri territori, come la Puglia, possano adottare misure simili, aggravando la situazione.