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Monossido di Carbonio, la mini guida Abbac per tutelare gestori ed ospiti

Dopo il caso mortale di Napoli, che coinvolse lo scorso mese, una turista pugliese in una struttura ricettiva in Piazza Municipio, anche a Palermo, in queste ore, il monossido ha determinato delle vittime. Quattro turisti tedeschi sono rimasti intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio mentre si trovavano in un bed & breakfast a Cefalù, nel Palermitano. Uno di loro, un 36enne, è deceduto mentre gli altri tre, in gravi condizioni, sono stati trasportati in ospedale. Pare che siano rimasti intossicati a seguito di un camino mantenuto acceso durante la notte.  L’Abbac ha preparato una mini guida informativa sul monossido di carbonio, inoltre si consiglia la verifica e manutenzione degli impianti, oltre che la detenzione dei rilevatori di monossido, secondo le conformità previste.
Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature rigide, aumentano sensibilmente anche i casi di intossicazione da monossido di carbonio.

Cos’è il monossido di carbonio

Partiamo dall’inizio, ossia rispondendo alla domanda su cosa sia il monossido di carbonio. Questo gas, noto anche come ossido di carbonio, è il prodotto di una reazione di combustione in difetto d’aria. La formula del monossido di carbonio, CO, è un atomo di ossigeno e uno di carbonio legati da un triplo legame.

Si tratta di un gas velenoso particolarmente insidioso in quanto inodore, insapore, incolore e non irritante, che senza un’adeguata ventilazione, può raggiungere velocemente concentrazioni elevate. Proprio queste caratteristiche fanno sì che possa essere inalato senza accorgersene fino a risultare letale.

Monossido di carbonio, dove si trova?

Alcuni luoghi comuni dove si può trovare il monossido di carbonio sono i seguenti:

  • Veicoli: I veicoli a combustione interna emettono monossido di carbonio come prodotto della combustione del carburante. È importante non far funzionare un veicolo in un garage chiuso o in un’area scarsamente ventilata.
  • Ambienti di lavoro: In alcune occupazioni, come l’industria manifatturiera o la lavorazione chimica, può esserci il rischio di esposizione al monossido di carbonio a causa di processi di combustione o altre attività industriali.
  • All’aperto: Il monossido di carbonio può essere presente anche all’aperto in aree ad alta densità di traffico veicolare o in prossimità di incendi.

Infine, non va dimenticato il monossido di carbonio in casa. Le fonti di CO all’interno delle abitazioni includono stufe a gas, stufe a legna, caminetti, caldaie, forni, riscaldatori ad olio e veicoli lasciati in garage chiusi affianco alla casa.

Come si forma il monossido di carbonio

È quindi molto importante capire come si forma il CO e quali sono le sue caratteristiche. Quando, in presenza di una combustione di materiale organico (carbone, olio, legno, etc), l’ossigeno presente nell’aria non è sufficiente a convertire tutto il carbonio in anidride carbonica (CO2), si forma il monossido. Alcuni esempi in natura sono gli incendi di boschi e foreste, o l’attività vulcanica.

Cosa produce il monossido di carbonio in ambienti chiusi?

Ma come avviene la produzione di CO in ambienti chiusi? È proprio all’interno delle abitazioni infatti che questo gas ci espone ai maggiori rischi per la salute. Nelle abitazioni in condizioni normali, i livelli sono compresi tra 1,5 e 4,5 mg/m3, ma in presenza di processi di combustione e inadeguata ventilazione le concentrazioni possono raggiungere livelli fino a 60 mg/m3.

Quali sono quindi le fonti di monossido più pericolose in casa?

Le cause di formazione e di fuga di monossido di carbonio in casa possono essere le più varie e sono il più delle volte legate a disinformazione, disattenzione o impianti non a norma.

Alcuni esempi sono fumo da tabacco, malfunzionamento di caldaie o scaldabagni a gas, ostruzioni di canne fumarie e comignoli che impediscono la corretta evacuazione dei fumi dai camini, stufe a legna o a gas. Altre fonti possono essere l’uso interno di dispositivi progettati per l’esterno, come i fornelli da campeggio.

Gli incidenti di questo tipo si verificano molto spesso a causa del malfunzionamento di impianti di riscaldamento, in seguito alla combustione di sostanze (legna, pellets o idrocarburi) in ambienti poveri di ossigeno e con scarso ricambio di aria. E quando la fiamma ha consumato tutto l’ossigeno presente nel locale infatti, inizia a produrre questa pericolosa sostanza, un gas altamente tossicoincoloreinodore ed insapore: respirarlo può causare gravi intossicazioni e persino la morte. Come sempre in questi casi, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale.

Il monossido di carbonio è un gas killer che uccide lentamente, senza lasciare scampo può essere sprigionato in sistemi di riscaldamento presenti all’interno delle abitazioni (caldaie, stufe, caminetti).

Sconsigliato  in modo categorico l’utilizzo di bracieri come fonte di riscaldamento degli ambienti interni. I bracieri, infatti, sono responsabili nel 55% dei casi delle intossicazioni da monossido di carbonio avvenute negli ultimi anni sul territorio, seguiti dalle stufe a gas a tiraggio naturale e dalle caldaie a camera di combustione aperta e tiraggio naturale (36%) e, infine, dalle caldaie a camera di combustione stagna (9%).

E’ scorretto pensare che un apparecchio venga utilizzato solo nella stagione invernale in quanto l’utilizzo dell’acqua calda viene effettuato durante tutto l’anno e quindi caldaie e scaldabagni proseguono il loro funzionamento anche nella stagione primaverile ed estiva, e se associato all’assenza di controlli di manutenzione ordinaria e straordinaria, aumenta il pericolo di intossicazioni, causando gravi rischi che possono minare la sicurezza di tutta la famiglia e, talvolta, anche degli eventuali condomini.

Nel caso in cui non siano a disposizione mezzi di riscaldamento adeguati è ammesso l’utilizzo di piccoli riscaldatori elettrici dotati di termostato e marcatura “CE” o di stufe mobili da adoperare, in ogni caso, sempre in ambienti ben aerati, come previsto dalla normativa vigente e in conformità al libretto delle istruzioni del rivenditore/fabbricante.

Per prevenire gli effetti dannosi causati da questo pericoloso agente tossico, è necessario:

  • Sottoporre gli impianti di riscaldamento a una regolare manutenzione da parte di personale specializzato;
  • Tenere spenti negli spazi chiusi i motori degli autoveicoli;
  • Non usare mai un forno o un fornello a gas per riscaldare la casa;
  • Non utilizzare negli spazi chiusi i sistemi di cottura progettati per l’utilizzo all’aria aperta;
  • Non considerare una valida alternativa alla manutenzione degli impianti le apparecchiature rivelatrici della presenza di monossido;

Bastano infatti pochi e semplici accorgimenti per abbassare sensibilmente il rischio di quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio avvelenamento, come spiegano gli specialisti

“Il monossido di carbonio  oltre ad essere una sostanza altamente nociva, è un gas subdolo perché viene respirato senza accorgersene”. “Per impedire il suo sviluppo – continua – bisogna evitare l’utilizzo in ambienti chiusi, per scaldarsi o cucinare, di bracieri, barbecue, stufe o stufette a gas. Inoltre è di fondamentale importanza una manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento, caminetti, caldaie e canne fumarie e non lasciare veicoli a motore accesi nei garage o altri locali chiusi.”

Nonostante non sia possibile accorgersi della presenza di questo gas nell’ambiente chiuso (se non con appositi rilevatori), è tuttavia abbastanza semplice riconoscere i principali sintomi di questa intossicazione. “Molto spesso  si verifica un esordio con cefalea e vertigini, fino ad arrivare alla perdita di coscienza.  L’antidoto a questo veleno è la somministrazione di ossigeno: di norma è fornito a pressione normale e alti flussi, mentre nei casi più gravi è necessario il trattamento in camera iperbarica, che ha la capacità di far assorbire all’organismo una maggiore quantità di ossigeno e quindi “ripulire” i tessuti dalla sostanza tossica”.

La sensibilizzazione su questo fenomeno è di fondamentale importanza, per poter evitare conseguenze anche molto gravi.

COME RICONOSCERE L’INTOSSICAZIONE E COSA FARE

Se, in presenza di un’apparecchiatura a combustione in ambiente chiuso, si avvertono sintomi come mal di testa, vertigini, nausea o vomito, confusione mentale, stanchezza, dolore toracico o perdita di coscienza, è necessario contattare subito il 118, per un soccorso sanitario immediato. E’ inoltre prioritario allontanare tutte le persone presenti dall’ambiente contaminatoaprendo porte e finestre per far entrare aria pulita, oltre a spegnere l’apparecchio (o l’impianto) che produce monossido.

 “La quasi totalità dei casi – continua Martani – avviene nel periodo compreso tra novembre e marzo, in concomitanza con l’accensione di apparecchiature di riscaldamento che spesso non funzionano correttamente. Per questo motivo è molto importante la prevenzione, che si traduce in una corretta manutenzione dei dispositivi, evitando soprattutto l’utilizzo di bracieri in ambienti chiusi”.