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Napoli, restyling lungomare. L’Abbac occorre azione strutturale sostenibile che coinvolga tutta la città

L’Amministrazione compia uno sforzo per incidere strutturalmente sulla fruizione turistica della città e ci “liberi” da pressappochismo, abusivismo e speculazioni. Da operatori turistici non siamo stati interpellati per il progetto che riguarda il lungomare “liberato”. Eppure quel tratto di strada è particolarmente frequentato dai viaggiatori che visitano e soggiornano nella nostra città, da circa due anni, rinnovata destinazione turistica non senza storture. Aldilà delle opzioni tecniche di riqualificazione e della valutazioni politiche che non ci competono, resta il nodo di garantire una vera e sostenibile fruizione dei percorsi della città sopratutto del centro storico e degli accessi alla cintura metropolitana . In tutte le città ci sono i cosiddetti salotti buoni ma se non si ha una casa almeno accogliente appare complicato raggiungere quel salotto. Non si tratta solo di illuminare meglio e di fare marciapiedi più larghi, magari per ospitare più tavoli dei ristoranti che pagheranno tributi per occupazione di suolo publico, e non può bastare il lungomare per affermare una fruizione sostenibile della città che deve tener conto anche di flussi veicolari ordinati e di aree di snodo che al momento non ci sono e se presenti assai ridotti agli ingressi della città sia a nord come a sud. Occorre dunque fare valutazioni più strutturali e che tengano conto di una visione in chiave turistica e sostenibile effettuando uno sforzo tecnico per mettere mano ad una riqualificazione complessiva che eviti interventi singoli e si innesti a innovative azioni urbanistiche pure avviate nei Paesi arabi e africani e di molti Paesi del Nord Europa. Ci sono tante questioni irrisolte come Napoli Est, Bagnoli, sito Unesco Centro Storico, aree mercatali e molte gravi condizioni di mancato decoro e manutenzione e che non possono essere affrontate se non in una chiave complessiva . Si auspica che almeno la pietra lavica annunciata sia quella vesuviana anche se appare assai complicato e probabilmente sarà utilizzata quella etnea. Difficile garantire poi che i ciclisti possano continuare il percorso oltre quello del lungomare. E si auspica un’apertura concreta verso il mare come già occorso nei progetti di riqualificazione di Barceloneta e Siviglia.