Volare in Europa potrebbe costare di più nei prossimi mesi. La contromossa ecologista della Germania che sta rivedendo al Governo alcune scelte potrebbe determinare conseguenze anche per gli altri Paesi dell’Ue. Il Governo tedesco punta a ridurre gli effetti sull’ambiente ed ha previsto di scoraggiare l’utilizzo dei voli a corto raggio ritenuti più inquinanti per favorire il trasporto ferroviario con l’alta velocità. Così come riportano alcuni giornali, i biglietti aerei verrebbero tassati il doppio se non il triplo rispetto a quanto fatto finora, con una penalizzazione maggiore per le rotte più brevi; e c’è anche chi ipotizza una tariffa minima in linea con quella indicata da Lufthansa come soglia sotto la quale il costo del biglietto è stato indicato dal ceo Carsten Spohr come “follia”. In Unione Europa per la lotta ai cambiamenti climatici si pensa al lavoro per lo studio di misure da intraprendere. Se ne è discusso nell’incontro con i ministri delle finanze degli Stati membri . Tra le proposte circolano quelle di un aumento della tassazione che penalizzerebbe le compagnie aeree che dovranno impegnarsi a trovare carburanti alternativi e motori elettrici ma difficile da attuare a breve periodo. Il 2019 è stato un anno contrassegnato da numerose uscite di scena da parte di compagnie incapaci di reggere l’urto di un mercato sempre più competitivo; inoltre sul mercato si è assistito a una guerra sui prezzi ormai senza confini e a una vicenda, come quella dello stop al B737 Max, che hanno lasciato il segno. Ora l’ultima parte dell’anno e il 2020 potrebbero portare un nuovo ‘regalo’ chiamato tasse – così come scrive Vuolo del TtgItalia- Il quadro appare quindi preoccupante per l’industria e di riflesso per tutti i viaggiatori, con i biglietti aerei che di conseguenza sono destinati ad aumentare in maniera sensibile. E questa volta a essere colpiti non saranno solamente le major, ma anche le low cost. Ma non mancano novità sulla gestione di voli regionali. Una svolta tutta green che potrebbe attuarsi completamente entro il 2025 con aerei a piena trazione elettrica ma nel frattempo si pensa ad una alimentazione ibrida dei motori. La Zunum Aero, una società americana specializzata in piccoli velivoli a propulsione ibrida, sta progettando aerei elettrici per i voli di linea regionali, entro i 1.000 chilometri. L’idea è quella di rendere attivo il progetto entro il 2025: gli aerei passeggeri “green” dovrebbero riuscire a percorrere tratte fino a un migliaio di chilometri, trasportando da 10 a 50 persone. La società è stata già rinominata “la Tesla dell’aria” e tra i principali sostenitori sono presenti due partner importanti, Boeing e JetBlue.
Il nome, Zunum, colibrì nella lingua maya, la dice lunga sui progetti di quest’azienda. La difficoltà principale da superare è di avere delle batterie in grado di fornire l’autonomia necessaria. In attesa che vengano sviluppate batterie leggere ed efficienti, la società conta di garantirla inizialmente con una propulsione ibrida: un piccolo generatore di elettricità in grado di integrare gli accumulatori.. Il velivolo ibrido sarebbe già in grado di tagliare le emissioni di gas serra dell’80%, garantendo risparmi nei costi dal 40 all’80% e una riduzione del rumore del 75%.

