Le indiscrezioni sulle nuove misure che Roma Capitale si appresterebbe ad adottare per limitare gli affitti brevi confermano una tendenza ormai diffusa in alcune grandi città italiane: affrontare il tema dell’emergenza abitativa attraverso restrizioni rivolte quasi esclusivamente al comparto delle locazioni turistiche.
ABBAC – Associazione Bed & Breakfast, Affittacamere e Case per Vacanze – esprime forte preoccupazione per un’impostazione che rischia di penalizzare migliaia di piccoli proprietari e gestori che operano nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali.
«Negli ultimi due anni – dichiara il presidente nazionale Agostino Ingenito – abbiamo avuto più occasioni di confronto con esponenti del Consiglio Comunale di Roma Capitale, rappresentando dati, proposte e osservazioni tecniche. Purtroppo abbiamo registrato un approccio spesso unilaterale, che sembra individuare negli affitti brevi il principale responsabile delle criticità del mercato immobiliare, senza un’analisi complessiva delle reali cause della carenza di alloggi.»
Per ABBAC il diritto all’abitare è una priorità che merita risposte concrete, ma non può essere perseguito attraverso provvedimenti che comprimano la libertà d’impresa e il diritto di proprietà senza adeguate motivazioni tecniche e giuridiche.
L’associazione ribadisce che il fenomeno della crisi abitativa è determinato da molteplici fattori: insufficienza di edilizia residenziale pubblica, immobili inutilizzati, dinamiche demografiche, crescita degli affitti transitori, studentati, investimenti immobiliari e trasformazioni del mercato. Attribuire agli affitti brevi la responsabilità esclusiva rappresenta una semplificazione che rischia di produrre effetti negativi senza risolvere il problema.
«Chiediamo al Campidoglio – prosegue Ingenito – di aprire un vero tavolo di confronto con le associazioni maggiormente rappresentative del settore. Siamo disponibili a collaborare per individuare soluzioni equilibrate che tutelino contemporaneamente residenti, turismo e imprese. Le decisioni non possono essere assunte senza ascoltare chi rappresenta migliaia di operatori che contribuiscono ogni giorno all’economia cittadina.»
ABBAC evidenzia inoltre come eventuali limitazioni urbanistiche o amministrative dovranno essere attentamente valutate sotto il profilo della loro legittimità, anche alla luce della normativa nazionale, dei principi costituzionali e della giurisprudenza amministrativa.
