Skip to main contentSkip to footer

Resto al Sud 2.0, fino al 75% a fondo perduto: ABBAC attiva gli sportelli di assistenza

Nuove opportunità per giovani che intendono avviare imprese nel turismo e nell’ospitalità. Finanziabili anche le attività ricettive: un provvedimento Invitalia conferma l’ammissione di un B&B. ABBAC: «Importante valutare prima sostenibilità, liquidità e corretta gestione dei SAL». Disponibile il nuovo Vademecum Resto al Sud 2.0.

Resto al Sud 2.0 rappresenta una delle opportunità più interessanti per i giovani che intendono avviare una nuova attività imprenditoriale nelle regioni del Mezzogiorno, con possibilità concrete anche per il comparto turistico e ricettivo.

ABBAC – Rete Nazionale Extralberghiera ha predisposto uno specifico Vademecum Resto al Sud 2.0 e attivato i propri Sportelli Finanziamenti Agevolati, con assistenza per l’analisi preliminare dei requisiti, la costruzione del progetto, la presentazione della pratica e la successiva gestione economico-finanziaria e rendicontativa.

La misura, gestita da Invitalia, è rivolta ai giovani tra 18 anni e meno di 35 anni in possesso delle condizioni occupazionali previste dalla normativa e interessa Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il primo elemento da chiarire riguarda la natura dell’agevolazione. Per programmi di investimento fino a 120.000 euro è previsto un contributo a fondo perduto del 75%: su un investimento di 120.000 euro, quindi, il contributo può raggiungere 90.000 euro, mentre i restanti 30.000 euro, pari al 25%, rimangono a carico del beneficiario.

Per investimenti superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro, il contributo è invece pari al 70% delle spese ammesse.

Si tratta di una differenza sostanziale rispetto al precedente Resto al Sud. Non è più previsto il precedente meccanismo costituito da una quota a fondo perduto e da una quota di finanziamento bancario da restituire. Nel Resto al Sud 2.0 il contributo riconosciuto è a fondo perduto e non è quindi soggetto a un piano di ammortamento, fermo restando il rispetto di tutti gli obblighi previsti dalla misura e il rischio di restituzione in caso di revoca.

A queste agevolazioni si aggiungono 5.000 euro sotto forma di servizi di tutoring. Non si tratta di ulteriore liquidità accreditata al beneficiario, ma di servizi di accompagnamento tecnico e gestionale. La partecipazione al tutoring è obbligatoria e il mancato rispetto degli adempimenti collegati può determinare conseguenze sull’agevolazione.

Turismo e B&B: arriva anche una conferma concreta

Un aspetto particolarmente interessante per il settore rappresentato da ABBAC riguarda l’ammissibilità delle attività ricettive.

Il turismo rientra tra i settori interessati da Resto al Sud 2.0 e un provvedimento di concessione Invitalia del 2026, analizzato da ABBAC, conferma concretamente l’ammissione di una ditta individuale con codice ATECO 55.20.41 – Bed and breakfast.

È un dato importante perché consente di avere un primo riscontro applicativo della misura nel settore dell’ospitalità.

Possono quindi essere valutati progetti per B&B imprenditoriali, affittacamere, case e appartamenti per vacanze in forma imprenditoriale, ostelli, strutture alberghiere e altre attività turistiche e ricettive, fermo restando che ogni progetto deve essere verificato rispetto al codice ATECO, alla forma di impresa e alla normativa regionale applicabile.

Diverso è il caso della semplice locazione breve o turistica non imprenditoriale, che non deve essere automaticamente assimilata a un’attività ricettiva finanziabile.

Cosa si può finanziare

Per le attività ricettive possono essere inseriti nel programma, nei limiti stabiliti dalla misura, interventi di ristrutturazione, impianti, macchinari, attrezzature, arredi nuovi, hardware, software, tecnologie digitali e investimenti funzionali all’efficientamento e all’innovazione.

Particolarmente interessante è il limite previsto per le opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, che possono raggiungere il 50% del programma di spesa ammesso. Si tratta di un tetto massimo e non di una percentuale che deve necessariamente essere raggiunta.

Un progetto deve quindi essere costruito partendo dalle effettive necessità dell’attività, evitando di inserire spese soltanto per raggiungere i massimali disponibili.

Attenzione: il contributo non arriva tutto all’inizio

È probabilmente questo uno degli aspetti meno conosciuti da chi si avvicina a Resto al Sud 2.0.

L’approvazione della domanda non significa che Invitalia accrediti immediatamente l’intero contributo sul conto corrente dell’impresa.

Le somme vengono erogate sulla base degli Stati di Avanzamento Lavori – SAL. Dal provvedimento di concessione esaminato da ABBAC emerge che le erogazioni possono avvenire attraverso un massimo di due SAL.

Il primo SAL può essere presentato dopo tre mesi dalla concessione e deve comprendere documenti di spesa per un valore compreso tra il 30% e il 70% delle spese ammesse.

È quindi indispensabile predisporre, prima ancora della domanda, un’adeguata pianificazione finanziaria.

Non sempre bisogna anticipare integralmente le fatture

Resto al Sud 2.0 presenta però un meccanismo importante per ridurre il problema dell’anticipazione finanziaria.

Attraverso il conto corrente vincolato è possibile, alle condizioni stabilite da Invitalia, presentare titoli di spesa non ancora quietanzati. Il provvedimento contempla inoltre, limitatamente al primo SAL, la possibilità di utilizzare titoli non quietanzati anche attraverso il conto corrente dedicato.

Questo significa che non è necessariamente richiesto al beneficiario di possedere l’intera somma dell’investimento, pagare anticipatamente tutti i fornitori e attendere successivamente il rimborso.

Rimane però necessario assicurare la propria quota di cofinanziamento e disporre della liquidità necessaria per rispettare correttamente i diversi passaggi.

Nel caso del conto vincolato, dopo le verifiche Invitalia comunica infatti la somma che il beneficiario deve versare e il provvedimento prevede 30 giorni lavorativi per effettuare il versamento.

Tempi, pagamenti e rendicontazione

Il programma deve essere normalmente realizzato entro 16 mesi dalla concessione, con possibilità di una sola proroga fino a un massimo complessivo di 20 mesi.

Le spese sostenute prima della presentazione della domanda sono escluse dall’agevolazione. I pagamenti devono inoltre essere tracciabili e realizzati attraverso gli strumenti e il conto comunicati a Invitalia. Anche fatture e bonifici devono riportare le informazioni previste per consentire l’esatta riconducibilità della spesa al progetto.

Dopo l’esito positivo delle verifiche sul SAL, il provvedimento prevede l’erogazione entro 60 giorni dalla presentazione, mentre per il saldo sono previsti fino a 80 giorni, fatte salve eventuali richieste di integrazione che incidono sui tempi del procedimento.

Fondo perduto sì, ma con precisi obblighi

È importante evitare un’altra semplificazione: “fondo perduto” non significa contributo privo di condizioni.

Il beneficiario deve mantenere la sede dell’iniziativa nel territorio agevolato per almeno tre anni dall’ultimo titolo di spesa ammesso, non può alienare o destinare ad altri usi i beni finanziati prima del decorso del periodo previsto e non può cessare volontariamente, alienare o concedere in locazione l’attività prima dei tre anni.

La documentazione giustificativa delle spese deve inoltre essere conservata per dieci anni dal completamento del programma.

Invitalia e il Ministero possono effettuare controlli documentali o presso la sede dell’attività. È previsto anche un controllo, in loco o da remoto, dopo dodici mesi dal completamento delle erogazioni per verificare il mantenimento dei requisiti.

In presenza di violazioni può essere disposta la revoca totale o parziale. In caso di revoca totale, il provvedimento analizzato stabilisce la restituzione delle somme già erogate in unica soluzione entro 30 giorni dalla comunicazione, oltre agli interessi previsti.

Ingenito: «Non basta ottenere il contributo, bisogna essere in grado di realizzare il progetto»

«Resto al Sud 2.0 può rappresentare una concreta opportunità per tanti giovani che vogliono investire nel turismo e nell’ospitalità – dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale ABBAC – ma è necessario superare l’idea che sia sufficiente presentare una domanda per ottenere automaticamente le risorse. Occorre verificare prima l’ammissibilità dell’attività, costruire correttamente il piano degli investimenti, valutare la quota finanziaria a carico del beneficiario e soprattutto programmare i flussi di cassa necessari durante i SAL. Il nostro obiettivo è accompagnare chi vuole fare impresa dall’idea fino alla concreta realizzazione dell’attività, evitando che un progetto approvato possa poi bloccarsi per problemi finanziari, amministrativi o di rendicontazione».

ABBAC attiva gli Sportelli Finanziamenti Agevolati

Per supportare aspiranti imprenditori e operatori, ABBAC mette a disposizione i propri Sportelli Finanziamenti Agevolati presenti sul territorio nazionale, con un servizio di assistenza che comprende la verifica preliminare dei requisiti e dell’ammissibilità, l’analisi del codice ATECO e della tipologia ricettiva, la progettazione dell’investimento, l’analisi economico-finanziaria, la predisposizione della pratica, la pianificazione della quota di cofinanziamento e della liquidità, il supporto nella gestione dei SAL, la rendicontazione e l’accompagnamento fino al saldo e agli adempimenti successivi.

ABBAC ha inoltre predisposto il nuovo “Vademecum ABBAC – Resto al Sud 2.0”, con informazioni pratiche su requisiti, percentuali di contributo, investimenti ammissibili, attività ricettive, SAL, fatture, tempistiche, controlli e obblighi del beneficiario.

RICHIEDI IL VADEMECUM ABBAC RESTO AL SUD 2.0

Per ricevere il vademecum, richiedere una prima analisi o individuare lo Sportello ABBAC Finanziamenti Agevolati di riferimento:

WhatsApp: 375 5034102
E-mail: info@abbac.it

ABBAC – Rete Nazionale Extralberghiera
Assistenza, progettazione e supporto economico-finanziario per trasformare un’opportunità agevolativa in un progetto concretamente realizzabile.