Preoccupazione nel comparto extralberghiero per le possibili criticità operative derivanti dalla nuova modulistica standardizzata per le attività ricettive, approvata in sede di Conferenza Unificata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2026, con adeguamento previsto entro il 1° giugno 2026.
L’Associazione nazionale Abbac, ha inviate lettere al Ministro al Turismo e agli assessorati regionali con le quali chiede un immediato approfondimento istituzionale su alcuni aspetti applicativi che rischiano di aumentare ulteriormente incertezza e complessità per un comparto che, negli ultimi anni, ha già subito una continua successione di interventi normativi, fiscali e amministrativi.
Tra i punti che destano particolare attenzione vi è l’inserimento del CIN – Codice Identificativo Nazionale nella nuova modulistica, elemento che in alcune interpretazioni potrebbe essere richiesto prima ancora della presentazione della pratica SUAP, generando un possibile cortocircuito amministrativo.
«La finalità di standardizzare le procedure è condivisibile – dichiara Agostino Ingenito – ma una modulistica non può trasformarsi in uno strumento che, nei fatti, introduce nuovi ostacoli burocratici o procedure non espressamente previste dalla normativa. Se il CIN diventasse un requisito preliminare obbligatorio, si rischierebbe il paradosso: per ottenere alcuni adempimenti servono dati della struttura già formalizzati, ma al tempo stesso la pratica potrebbe risultare incompleta senza il codice. Una situazione che rischia di bloccare nuove aperture e creare interpretazioni diverse tra enti e territori».
Secondo Abbac, il problema non riguarda soltanto il CIN, ma una situazione ormai più ampia che interessa l’intero settore dell’ospitalità diffusa.
«Siamo davanti a uno dei pochi comparti economici in Italia e probabilmente in Europa che negli ultimi anni ha visto susseguirsi continue modifiche normative – prosegue Ingenito – tra nuovi obblighi, banche dati, codici identificativi, comunicazioni multiple, adempimenti regionali, controlli e perfino sistemi di prelievo fiscale preventivo. Oggi i portali operano già trattenendo ritenute su importi lordi, una situazione particolare che anticipa meccanismi di controllo fiscale prima ancora dell’effettiva disponibilità del reddito per l’operatore».
Abbac ricorda inoltre che proprio dal 20 maggio 2026 entra in vigore il nuovo sistema europeo di registrazione e interoperabilità previsto dal Regolamento UE sugli affitti di breve durata, con nuove modalità di raccolta e condivisione dati e con la prospettiva di un sistema sempre più centralizzato di monitoraggio del comparto.
«A tutto ciò – aggiunge Ingenito – si somma un quadro normativo frammentato e spesso contraddittorio: regolamenti comunali, leggi regionali, interpretazioni locali e sentenze della giustizia amministrativa che si rincorrono e in alcuni casi si sovrappongono o addirittura si contraddicono. In alcune città si assiste persino a un approccio ideologico verso il settore, individuato come responsabile di fenomeni complessi come la crisi abitativa o la trasformazione urbana, senza analisi oggettive e senza distinguere tra piccoli proprietari, famiglie e grandi operatori finanziari».
L’associazione evidenzia una evidente contraddizione istituzionale.
«Da un lato si parla di overtourism, turistificazione e limiti all’accoglienza diffusa; dall’altro molti enti locali registrano incassi milionari derivanti dall’imposta di soggiorno e il settore continua a generare rilevanti entrate fiscali dirette e indirette. Occorre chiarezza: non si può promuovere il turismo come leva economica e contemporaneamente costruire un sistema sempre più gravoso sul piano burocratico e fiscale».
Per Abbac il comparto dell’ospitalità diffusa rappresenta una componente strategica dell’economia nazionale: produce occupazione, recupera immobili, valorizza territori, genera reddito distribuito e sostiene migliaia di famiglie e piccole attività.
«Chiediamo al Governo, al Ministero del Turismo e alle Regioni una posizione chiara e definitiva sulla valenza di questo comparto – conclude Ingenito – con regole uniformi, certe e sostenibili. È necessario aprire un tavolo nazionale di confronto per superare confusione e stratificazione normativa. Non servono ulteriori ostacoli ma una visione organica che riconosca il ruolo economico e sociale dell’accoglienza diffusa».
A.B.B.A.C. | Associazione Bed & Breakfast Affittacamere Case Vacanze | Rete nazionale extralberghiera
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