Il nuovo regolamento europeo 1028/2024 ed in vigore a partire dal 20 maggio 2026 sposta l’applicazione della legge da un modello di controllo manuale e reattivo a un sistema completamente automatizzato e proattivo. La Commissione Europea ha imposto la creazione di un Punto di Accesso Digitale Unico (noto come SDEP) per ogni stato membro, cambiando per sempre il modo in cui interagiscono i portali di prenotazione e i governi.
Da maggio le piattaforme diventano a tutti gli effetti dei controllori legali. Hanno il preciso dovere di verificare che ogni annuncio mostri un numero di registrazione valido e sono obbligate a trasmettere mensilmente allo SDEP i dati di attività, inclusi i pernottamenti e gli indirizzi specifici. La novità più impattante riguarda però le tempistiche di sanzione: se un’autorità identifica un annuncio non conforme, può ordinarne la rimozione immediata e le piattaforme devono eseguire l’ordine entro soli 10 giorni lavorativi.
Mentre la scadenza è valida per tutta l’Unione Europea, la realtà sul campo e le infrastrutture digitali variano in modo significativo da nazione a nazione. Alcuni paesi si sono mossi con grande anticipo, utilizzando il regolamento per applicare strette locali durissime.
La Spagna rappresenta oggi lo standard di riferimento e il mercato con le sanzioni più severe. All’inizio del 2026 il Ministero degli Alloggi ha già ordinato la rimozione di oltre 86.000 proprietà irregolari. Sfruttando la nuova Legge sugli Alloggi, città come Barcellona, Madrid e Valencia hanno designato specifiche zone ad alta tensione abitativa dove operare senza licenza può costare multe fino a 500.000 euro. Gli host devono inoltre fornire il riferimento catastale e spesso l’approvazione formale del condominio.
In Italia la transizione ruota tutta attorno al CIN, il Codice Identificativo Nazionale che ha sostituito le vecchie sigle regionali. Il nostro ecosistema si sta adattando a una rigidità senza precedenti, come la regola che impone l’aggiornamento nel database nazionale di qualsiasi modifica ai dettagli della proprietà entro 24 ore. Inoltre, entro maggio, la validità del CIN sarà strettamente legata all’installazione certificata di estintori e rilevatori di monossido di carbonio funzionanti.
Spostandoci in Francia, l’attenzione rimane focalizzata sui tetti massimi di occupazione. Città come Parigi e Lione mantengono il limite di 120 giorni all’anno per le abitazioni principali, mentre ottenere un permesso di cambio d’uso per le seconde case è diventato quasi impossibile nei centri storici. Grazie al nuovo regolamento europeo, i comuni francesi hanno finalmente i dati esatti per automatizzare i controlli e bloccare i calendari che superano la soglia. Situazione simile in Grecia, dove chi possiede più di due immobili viene automaticamente inquadrato come impresa, e in Olanda e Germania, con città come Amsterdam e Berlino pronte a staccare multe fino a 50.000 euro per gli aparthotel non autorizzati.
Molti host e property manager credono erroneamente di essere al sicuro dalla rimozione degli annunci solo perché dichiarano puntualmente i propri redditi in base alla direttiva DAC7. È un equivoco che rischia di costare molto caro.
La DAC7 è uno strumento in mano alle autorità fiscali e serve esclusivamente per tracciare il reddito e prevenire l’evasione. Il Regolamento UE 2024/1028, al contrario, fornisce poteri alle autorità competenti in materia di alloggi e urbanistica. Il suo scopo è tracciare la densità abitativa turistica, far rispettare i limiti di notti affittabili e proteggere il mercato degli affitti residenziali a lungo termine. Per dirla in parole povere, una normativa ispeziona il tuo portafoglio, l’altra controlla il portone di casa tua.
La checklist di conformità per proteggere le entrate
Per evitare di svegliarsi il 21 maggio con il calendario delle prenotazioni bloccato, è fondamentale verificare immediatamente il proprio portafoglio assicurandosi che i dati combacino alla perfezione.
| Requisito | Descrizione | Verifica pratica |
| Identità dell’host | Nome completo o Partita IVA dell’operatore legale. | I dati anagrafici e aziendali devono coincidere sui portali. |
| Indirizzo esatto | La via e i dettagli catastali registrati. | Piano, numero civico e interno devono essere identici all’anagrafe. |
| Numero di registrazione | L’ID univoco rilasciato dallo stato (es. CIN in Italia). | Deve essere esposto e validato su tutte le piattaforme e sito diretto. |
L’obiettivo finale di questa stretta europea non è vietare il settore, ma elevarne gli standard e professionalizzarlo. I vincitori nel mercato del 2026 saranno coloro che smetteranno di vedere la conformità come una noiosa incombenza amministrativa, integrandola invece come una funzione vitale della propria azienda. Controlla che le informazioni siano speculari su ogni canale, mantieni i requisiti di sicurezza aggiornati e monitora regolarmente il portale nazionale per intercettare qualsiasi anomalia prima che un algoritmo decida di spegnere il tuo business.
Il Regolamento (UE) 2024/1028, adottato l’11 aprile 2024, stabilisce norme armonizzate per la raccolta e condivisione dei dati relativi ai servizi di locazione di alloggi a breve termine nell’Unione Europea. L’obiettivo è migliorare la trasparenza e l’accesso ai dati per le autorità pubbliche, facilitando la regolamentazione e il monitoraggio di tali servizi.
Punti principali:
- Ambito di applicazione: Si applica ai locatori e alle piattaforme online che offrono servizi di locazione a breve termine nell’UE, escludendo hotel, campeggi e altre strutture simili.
- Registrazione: Gli Stati membri devono istituire procedure di registrazione per i locatori e le unità, con rilascio di un numero di registrazione unico. Le informazioni devono essere facilmente accessibili e aggiornabili.
- Obblighi delle piattaforme: Le piattaforme online devono garantire che i locatori forniscano un numero di registrazione valido e trasmettere mensilmente dati relativi alle attività alle autorità competenti. Le piattaforme devono verificare il codice confrontandolo con gli elenchi pubblici e svolgere controlli a campione.
- Punti di ingresso digitali: Gli Stati membri devono creare punti di ingresso digitali unici per la trasmissione e gestione dei dati, garantendo interoperabilità e sicurezza.
- Accesso ai dati: Le autorità competenti possono utilizzare i dati per monitorare la conformità alle norme e sviluppare politiche adeguate. I dati possono essere condivisi per scopi statistici e di ricerca, rispettando le norme sulla protezione dei dati.
- Sanzioni: Gli Stati membri devono stabilire sanzioni proporzionate per le violazioni del regolamento.
- Valutazione: La Commissione valuterà l’impatto del regolamento entro il 2031.
- Numero di registrazione univoco: dove è previsto un registro locale/regionale, ogni unità deve avere un codice (CIN/CIR) e mostrarlo nell’annuncio. Le piattaforme possono sospendere o rimuovere annunci senza numero valido.
- Invio dati alle autorità: su base mensile (o trimestrale per operatori più piccoli) verso un punto di accesso digitale nazionale: notti vendute, numero ospiti, URL dell’annuncio, indirizzo e numero di registrazione.
Il regolamento entrerà in vigore il 20 maggio 2026 e mira a garantire un mercato interno trasparente ed equilibrato per i servizi di locazione a breve termine, Stati e piattaforme stanno predisponendo sistemi e API. Dal 20/05/2026: obblighi operativi attivi in tutta l’UE (con sanzioni definite a livello nazionale).
Cosa rischia chi non è in regola? Blocco o rimozione temporanea dell’annuncio da parte delle piattaforme; perdita di visibilità e di prenotazioni.

