N. progressivo 224 del 06/02/07 Servizio Tutela della Salute
OGGETTO: ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE DEL
RISCHIO DA ESPOSIZIONE A LEGIONELLA SUI SISTEMI DI ACCUMULO E
DISTRIBUZIONE, DI RISCALDAMENTO DI ACQUA E DI CONDIZIONAMENTO E
TRATTAMENTO DELL’ARIA CON PRESENZA DI TORRI DI
RAFFREDDAMENTO/CONDENSATORI EVAPORATIVI, RELATIVAMENTE ALLE
STRUTTURE TURISTICO-RICETTIVE E RICREATIVE, GROSSI CENTRI COMMERCIALI,
STABILIMENTI STAGIONALI, PRESIDI NOSOCOMIALI PUBBLICI E PRIVATI,
CONVITTI, STABILIMENTI TERMALI, SAUNE ED AFFINI, PISCINE, PALESTRE, CENTRI
SPORTIVI OPERANTI NELLA CITTA’ DI NAPOLI.
IL SINDACO
PREMESSO che:
• la legionellosi è una malattia infettiva grave a letalità elevata di cui è prevista la notifica
obbligatoria in classe II ai sensi del D.M. 15.12. 1990 e che gli agenti causali di tale malattia
sono batteri gram-negativi aerobi del genere “legionella”;
• l’unico serbatoio naturale di legionella è l’ambiente, in particolare l’habitat acquatico, e che
dal serbatoio naturale(acque superficiali,fiumi,laghi.acque termali) il germe si diffonde nei
siti che costituiscono il serbatoio artificiale(acqua condottata cittadina,impianti idrici dei
singoli edifici, piscine, impianti di condizionamento dell’aria ecc…), dove si moltiplica in
presenza delle condizioni adatte;
• la legionellosi viene generalmente contratta attraverso le vie respiratorie per inalazione di
piccole goccioline di acqua trasportate dall’aria (aerosols) contenenti il batterio (ovvero di
particelle di polvere derivate dall’essiccamento di queste goccioline) e,pertanto,le più
comuni fonti di infezione sono rappresentate da tutti i sistemi, contaminati, che generano la
formazione di aerosols;
• il numero di casi di legionellosi in Italia, benché contenuto, è da ritenersi sottostimato e in
media con quello europeo; molti esperti ritengono infatti che numerosi casi di legionellosi
non vengano diagnosticati e quindi segnalati, con notevole pregiudizio prognostico per
quanti ne fossero affetti e che tale giudizio sarebbe comprovato dall’elevato tasso di
positività nella rilevazione dell’antigene urinario per la legionella pneumophila, laddove
siano state effettuate indagini campionarie ad hoc;
POSTO che:
• il rischio di malattia è correlato ad una predisposizione individuale (età, fumo,alcolismo,
patologie croniche…) ed alla quantità di microrganismi presenti;
• i casi segnalati sono legati a sostanze aerodisperse prodotte da impianti di trattamento e
condizionamento dell’aria (torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, sezioni di
umidificazione…) e ad aerosol derivati da impianti di acqua potabile contaminata,
nonché fontane ornamentali, apparecchiature sanitarie, sono da considerare
maggiormente a rischio per contagio da legionella le seguenti strutture: presidi
nosocomiali pubblici e privati nei quali, peraltro, spesso soggiornano soggetti con una
suscettibilità individuale (legionellosi nosocomiale), grosse attività commerciali e
turistico ricettive e ricreative, convitti, stabilimenti termali, piscine, palestre, centri
sportivi ecc…;
CONSIDERATO che:
• per assicurare una riduzione del rischio legionellosi è necessario porre in essere tutte le
misure atte alla prevenzione della malattia e, pertanto, affinché la prevenzione sia
efficace i controlli debbono essere effettuati non solo in presenza di casi di legionellosi,
ma prima che questi si verifichino;
• le principali misure di prevenzione sono rappresentate sia dalla perfetta efficienza che
dalla corretta manutenzione degli impianti di condizionamento dell’aria e degli impianti
idrosanitari nonché quelli di trasporto, sollevamento, trattamento, accumulo (con
particolare riferimento ai serbatoi dell’acqua calda compresi gli scalda acqua elettrici) e
di uso dell’acqua: rompigetto dei rubinetti, diffusori delle docce ecc… ;
VALUTATO che:
• l’obbligo dell’adozione delle misure di prevenzione debba essere prescritto alle strutture
turistico-ricettive e ricreative (alberghi,villaggi,campeggi ecc.), presidi nosocomiali
pubblici e privati, grossi centri commerciali, convitti, stabilimenti termali, saune ed
affini, piscine, palestre, centri sportivi ecc…
VALUTATO altresì:
• quanto contenuto nel documento delle linee guida nazionali (atto n. 936 del 4/4/00
pubblicato sulla G.U. n. 103 del 5.05.2000 e provvedimento del 13/01/05 – Conferenza
Permanente Stato – Regioni pubblicato su G.U. del 4/02/05 serie gen. N. 28) e nel D.D.
Regione Campania n. 562 del 16 luglio 2002;
Vista la Legge Regionale 13/85
Vista la Legge Regionale 32/94
Visto il D.Lgs. 229/99
Visto l’art.50 D.Lgs. n.267 del 18/08/2000
Nelle more dell’adozione di un nuovo Regolamento Comunale d’ Igiene e Sanità
ORDINA
1. Che i titolari della gestione delle strutture turistico-ricettive e ricreative, grossi centri
commerciali, stabilimenti stagionali, presidi nosocomiali pubblici e privati, convitti,
stabilimenti termali, saune ed affini, piscine, palestre, centri sportivi individuino un
responsabile per la valutazione e gestione del rischio e per la pianificazione dei controlli,
documentati in apposito registro, di manutenzione ordinaria e straordinaria e sull’efficienza
di sistemi di condizionamento e/o riscaldamento dell’aria e dell’acqua in modo da
minimizzare la probabilità di contaminazione ambientale da Legionella.
Tali controlli dovranno essere effettuati ai sensi delle linee guida nazionali (atto n. 936 del
4/4/00 pubblicato sulla G.U. n. 103 del 5.05.2000 e provvedimento del 13/01/05 –
Conferenza Permanente Stato – Regioni pubblicato su G.U. del 4/02/05 serie gen. N. 28).
Per le indagini microbiologiche di verifica, da effettuarsi con periodicità basata sull’analisi
del rischio, le strutture si potranno avvalere dei laboratori di base pubblici o privati,
attrezzati ai sensi del provvedimento 13/01/05 della Conferenza Permanente Stato –
Regioni (pubblicato su G.U. serie gen. n.29 del 5/02/05).
2. Nel caso in cui si dovessero evidenziare situazioni di rischio ( ad es. la temperatura
dell’acqua calda è inferiore a quella raccomandata, la concentrazione di disinfettante non
raggiunge il livello necessario per l’abbattimento della carica batterica, condizioni di
funzionamento non usuali dell’impianto ecc…) le strutture dovranno procedere ad un
campionamento di acqua e di biofilm ove possibile) per la ricerca di Legionella nei punti
critici( serbatoi di accumulo, boilers, rubinetti, docce, bocchette di uscita dell’aria
condizionata, vasche di raccolta dell’acqua) in numero di siti rappresentativo per gli
impianti ed in presenza di riscontri positivi di laboratorio, le strutture interessate dovranno
provvedere alla messa in essere di tutte le procedure previste dalla normativa vigente .
3. Al verificarsi di un caso di legionellosi o di un cluster, le Autorità Sanitarie provvederanno,
secondo la normativa vigente, ad un’accurata indagine epidemiologica ed ambientale; il
campionamento sarà effettuato a cura del laboratorio regionale di riferimento dll’ARPAC di
Salerno, il quale trasmetterà tempestivamente i risultati delle analisi per consentire, in
proporzione al livello di contaminazione gli interventi di emergenza e quelli a lungo termine
necessari a prevenire il verificarsi di ulteriori casi di legionellosi.
4. Il personale di vigilanza dell’ASL NA1 è deputato alla verifica dei piani di autocontrollo,
dei registri degli interventi nonché delle misure poste in essere per la eliminazione di
situazioni di rischio e di ogni eventuale ulteriore verifica che si dovesse ritenere opportuno
effettuare.
5. In caso di mancata osservanza a quanto disciplinato dalla presente ordinanza sarà
comminata la sanzione pecuniaria compresa tra un minimo di Euro150 ed un massimo di
Euro 900, fatta salva l’applicazione di sanzioni diverse previste da altre Leggi o
Regolamenti, seguita da una specifica ordinanza con la indicazione dei tempi di
adeguamento.
6. Qualora la inottemperanza dovesse reiterarsi seguirà la sospensione dell’attività fino al
comprovato adeguamento.
7. Se dall’inottemperanza alla presente ordinanza dovesse scaturire una comprovata diffusione
di malattie infettive, vale quanto previsto dall’art.260 del T.U.LL.SS. (R.D.1265/34)

