Agostino Ingenito: “L’elenco aggiornato delle strutture ricettive dimostra che il sistema dell’ospitalità napoletana è diffuso, frammentato e composto soprattutto da famiglie e microimprese. Chiediamo al Consiglio comunale di valutare con attenzione la delibera urbanistica in discussione.”
L’analisi dell’elenco aggiornato delle strutture ricettive del Comune di Napoli, pubblicato dal SUAP, offre una fotografia molto diversa da quella che negli ultimi mesi ha alimentato il dibattito pubblico sul presunto fenomeno dell’overtourism.
Secondo i dati ufficiali risultano censite 11.253 strutture ricettive, delle quali la larghissima maggioranza appartiene al comparto extralberghiero diffuso.
Nel dettaglio:
- 5.850 locazioni brevi e turistiche (51,96%)
- 2.114 case vacanze (18,78%)
- 1.876 affittacamere (16,66%)
- 1.152 Bed & Breakfast (10,23%)
- 185 alberghi (1,64%)
- seguono ostelli, case per ferie, case religiose, agriturismi e altre tipologie con quote estremamente ridotte.
Si tratta di numeri che confermano come il modello ricettivo napoletano sia costituito prevalentemente da ospitalità diffusa, distribuita nei quartieri cittadini e gestita in larga parte da famiglie, piccoli proprietari e microimprese.
Le dichiarazioni di Agostino Ingenito
Il presidente nazionale di ABBAC, Agostino Ingenito, invita ad una riflessione basata sui dati.
“L’elenco ufficiale aggiornato dal SUAP dimostra che Napoli non è caratterizzata da un sistema ricettivo concentrato nelle mani di pochi operatori, ma da una rete capillare di migliaia di piccole attività familiari. Parlare genericamente di overtourism per giustificare nuovi vincoli urbanistici rischia di rappresentare una lettura parziale della realtà.”
Secondo Ingenito, il vero tema da affrontare non è quello di limitare indiscriminatamente le strutture regolari, ma di rafforzare controlli e monitoraggio.
“Da tempo chiediamo una revisione puntuale degli elenchi autorizzativi, verificando quali attività siano realmente operative e contrastando con decisione l’abusivismo ricettivo. È questa la strada che tutela cittadini, imprese e qualità dell’offerta turistica.”
L’appello al Consiglio comunale
ABBAC rivolge un invito ai consiglieri comunali chiamati ad esaminare la delibera urbanistica riguardante il settore ricettivo.
“Ci auguriamo che il Consiglio comunale svolga una valutazione approfondita, autonoma e basata su dati oggettivi. Un provvedimento che introducesse ulteriori limitazioni urbanistiche rischierebbe di aggravare le già complesse condizioni di molti immobili cittadini e di penalizzare migliaia di famiglie che operano nel pieno rispetto della normativa.”
Un settore che genera economia
L’associazione ricorda inoltre che il comparto extralberghiero rappresenta oggi una componente essenziale dell’economia cittadina.
Oltre a creare occupazione diretta e indotta, il settore alimenta un’importante filiera composta da servizi di pulizia, manutenzione, lavanderie, fornitori, professionisti, commercio di prossimità, ristorazione e trasporti.
A ciò si aggiungono gli importanti introiti derivanti dall’imposta di soggiorno, che costituiscono una significativa fonte di finanziamento per il Comune.
Il rischio di favorire la concentrazione del mercato
Per ABBAC, norme eccessivamente restrittive potrebbero produrre un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati.
“Indebolire il tessuto delle piccole strutture significherebbe favorire indirettamente soggetti con maggiore capacità finanziaria, grandi investitori e nuovi modelli immobiliari, come alcuni studentati ibridi che prevedono anche ospitalità alberghiera. Napoli ha bisogno di pluralità imprenditoriale, non di concentrazione del mercato.”
La proposta di ABBAC
L’associazione rinnova la propria disponibilità ad un confronto istituzionale proponendo:
- monitoraggio costante del fenomeno turistico attraverso dati aggiornati;
- revisione periodica degli elenchi delle strutture autorizzate;
- contrasto sistematico all’abusivismo;
- tutela delle attività regolari;
- politiche di rigenerazione urbana che valorizzino il patrimonio edilizio esistente senza introdurre nuovi vincoli generalizzati.
“Le decisioni sul futuro dell’ospitalità napoletana devono fondarsi su dati certificati e non su percezioni. Il turismo va governato con equilibrio, sostenendo chi opera nella legalità e rappresenta una risorsa economica, sociale e culturale per la città.” conclude Ingenito.

